Premio Nazionale di Poesia Terra di Virgilio, IV Edizione 2018


Con il patrocinio di Comune e Provincia di Mantova

Scadenza prorogata al 25 febbraio 2018


Un Premio unico perché aperto, in due apposite sezioni, Vita di scienza e d’arte e L’Ozio degli attivi, alla poesia di autori noti o esordienti così come a quella di persone ospiti di strutture protette che praticano la poesia come occasione di riscatto, come pratica di autocura e di reinserimento sociale.
Da sottolineare la composizione delle due giurie derivante dalle specificità artistiche e professionali dei giurati stessi.  continua a leggere....

Premio Nazionale di Poesia “Masio Lauretti”, 2018

Associazione Culturale Pellicano
bandisce

Premio Nazionale di Poesia “Masio Lauretti”

Medico Chirurgo (1951- 2001)
Terza Edizione

aperto agli alunni delle scuole medie e superiori
Il concorso è gratuito. Non è richiesta alcuna quota di iscrizione.

Il Premio si articola in due Sezioni:
Sezione riservata agli alunni delle scuole medie.Si concorre con un massimo di tre poesie in lingua italiana.
Sezione riservata agli alunni delle scuole superiori.Si concorre con un massimo di tre poesie in lingua italiana.
Il concorso è gratuito. Non è richiesta alcuna quota di iscrizione.
– SCADENZA –
L’invio delle opere potrà essere effettuato entro e non oltre il 28 febbraio 2018.
Leggi il bando completo cliccando QUI

Bruno Petretto o la felicità del vivere: Molineddu

Bruno Petretto o la felicità del vivere
Ingresso Teatro civico di Sassari, sabato 21 ottobre.

 Barba e capelli incrociano gli sguardi, un secondo di incertezza e:
-Sei Bruno?- -Sei Beppe?- in contemporanea. Un abbraccio stretto senza precauzioni, non trattandosi di una delle tante straordinarie donne incontrate in questi giorni.
-Devi venire da me, sicuramente-
-Verrò, appena rientro stanne certo, Bruno. Sarà una delle mie prime visite da fare. Ogni volta sembri io scappi, mentre fra poco verrò qui e per sempre-
Mani e braccia si chiudono e si entra a vedere lo spettacolo di Marcos Vinicius.
Invece  venerdì mattina, giorno prima dal rientro a Roma, viene Rita a casa di Leonardo e andiamo a Molineddu.
A poca distanza da Sassari arriviamo, dall’alto della montagna si sente –Arrivo-.
Entriamo da un cancello e si entra in una favola. Non ci credete? Allora venite e scommettiamo.
Certo non una finta favola per adulti, ma quelle che gli occhi dei bambini hanno da sempre immaginato.
C’è il ruscello, il ponticello il legno (più d’uno) che vi passa sopra, c’è la casa sull’albero, dove puoi entrare.
Pavoni, galline, oche, per non dire di cani e gatti. E c’è lui: Bruno. Artista, contadino, agricoltore scultore.

Alla favola si aggiungono opere d’arte di notevole bellezza e originalità, disseminati lungo il percorso, almeno quello in pianura che ho potuto vedere.
Non ricordo di quanti ettari è costituito Molineddu, ma alte montagne sovrastano tratti pianeggianti, sistemati a mo’ di teatro per incontri e presentazioni e quant’altro riguarda le attività che si svolgono (ma di questo scriverò in altra occasione)
Adesso solo uno sguardo di un’ora appena, consentitami dal tempo. Una casa dove vive Bruno esemplare per l’essenzialità, un edificio adibito e adeguato per le mostre e, certo, altro che potrò vedere più avanti nel tempo.

Ti rendi conto che lì c’è un uomo che ha un rapporto di sereno ma anche faticoso amore per la natura, fatica, però, che in Bruno non avverto, anzi ci lascia per risalire in montagna per poter continuare il proprio lavoro. La notte di Bruno, credo sia breve, credo aspetti  il giorno per poter rivedere e proseguire ciò che più ama.
Anche qui spariti i fronzoli e i suppellettili di una società ormai rincoglionita che suda sangue per potere avere troppi oggetti inutili che poi non usa, non godendosi pressoché mai la vita e malgrado la modernità vive come un selvaggio guerreggiando ovunque: in casa ufficio per strada o in ascensore.

Per la pagina su facebook clicca QUI


Bruno Petretto o la felicità del vivere

Barba e capelli incrociano gli sguardi, un secondo di incertezza e:
-Sei Bruno?- -Sei Beppe?- in contemporanea. Un abbraccio stretto senza precauzioni, non trattandosi di una delle tante straordinarie donne incontrate in questi giorni.
Bruno
-Devi venire da me, sicuramente-
-Verrò, appena rientro stanne certo, Bruno. Sarà una delle mie prime visite da fare. Ogni volta sembri io scappi, mentre fra poco verrò qui e per sempre-
Mani e braccia si chiudono e si entra a vedere lo spettacolo della straordinaria Alessia Desogus.
Invece  venerdì mattina, giorno prima dal rientro a Roma, viene Rita Onida e andiamo a Molineddu.
A poca distanza da Sassari arriviamo, dall’alto della montagna si sente -Arrivo-.
Entriamo da un cancello e si entra in una favola. Non ci credete? Allora venite e scommettiamo.
Certo non una finta favola per adulti, ma quelle che gli occhi dei bambini hanno da sempre immaginato.
C’è il ruscello, il ponticello il legno (più d’uno) che vi passa sopra, c’è la casa sull’albero, dove puoi entrare.
Pavoni, galline, oche, per non dire di cani e gatti. E c’è lui: Bruno. Artista, contadino, agricoltore scultore.
 Alla favola si aggiungono opere d’arte di notevole bellezza e originalità, disseminati lungo il percorso, almeno quello in pianura che ho potuto vedere.
Non ricordo di quanti ettari è costituito Molineddu, ma alte montagne sovrastano tratti pianeggianti, sistemati a mo’ di teatro per incontri e presentazioni e quant’altro riguarda le attività che si svolgono (ma di questo scriverò in altra occasione)
Adesso solo uno sguardo di un’ora appena, consentitami dal tempo. Una casa dove vive Bruno esemplare per l’essenzialità, un edificio adibito e adeguato per le mostre e, certo, altro che potrò vedere più avanti nel tempo.

Ti rendi conto che lì c’è un uomo che ha un rapporto di sereno ma anche faticoso amore per la natura, fatica, però, che in Bruno non avverto, anzi ci lascia per risalire in montagna per poter continuare il proprio lavoro. La notte di Bruno, credo sia breve, credo aspetti  il giorno per poter rivedere e proseguire ciò che più ama.
Anche qui spariti i fronzoli e i suppellettili di una società ormai rincoglionita che suda sangue per potere avere troppi oggetti inutili che poi non usa, non godendosi pressoché mai la vita e malgrado la modernità vive come un selvaggio guerreggiando ovunque: in casa ufficio per strada o in ascensore.

Ho scoperto qualche anno fa la nascita di un'associazione a tutela del patrimonio di Molineddu.
Bruno fra le tante sorprese continua ad intrigare l'interesse dei giovani coi quali stringe alleanza, essendo loro il futuro della Terra.
I membri, tutti attivi dell'associazione (di solito nelle tante associazioni solo uno o due fanno tutto, gli altri riposano Qui NO!) sono Giuseppe Mascia, Michele Cuccu, lo stesso Petretto, Giovanni Soletta.

Nota: Molineddu si trova dell'agro a pochi minuti da Sassari nel comune di Ossi.

Premio Nazionale di poesia Masio Lauretti, testi premiati, 2017

pag. 100, e 10.00 ISBN 9788899615338
se vuoi avere il libro scrivi QUI











Valeria Mazzer

 Premio nazionale di poesia “Masio Lauretti” Seconda Edizione, 2017

Piuttosto orgoglioso di portare avanti questo concorso dedicato agli alunni delle scuole medie e superiori che hanno così modo di esprimersi liberamente e personalmente, al di là di ciò che la società sembra imporci su come loro 'i giovani' sono.
Anche quest'anno la manifestazione ha avuto successo, in special modo per quei temi trattati dai ragazzi come guerre, migrazioni, bullismo che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, gli adulti sembrano ignorare.
Altre notizie le trovate sul sito dell'Associazione che, assieme all'insegnante Franca Palmieri, ha avuto l'idea di dar vita a questo Premio. 
Mia intenzione in questo post è quella di far conoscere i versi premiati (con le motivazioni in corsivo) di alcuni di questi straordinari ragazzi, fermo restando che l'intero libro è assolutamente da leggere per comprendere la differenza dell'uso della parola poetica da parte dei più giovani.



                                    Sezione A - scuole medie

Valeria Mazzer - 1° classificata

Sogni d’oltre mare

Pensami tra i solchi delle tue mani stanche
nei tuoi momenti in terra straniera.
Pensami come il profumo delle tue valigie
nei giorni di ritorno dove il tempo vola.
Cercami tra i tuoi pensieri e il tuo amore
tenendomi con te in una tasca ove io
cercherò note per musica
che ti accompagni nei momenti difficili.
Cercami tra i viaggi, sogni e ricordi
su terre d’oltre mare
ma dentro il tuo cuore
perché tu sia sempre il gigante
nei miei sogni di oggi e di domani.

L’accoglienza è un pensiero che viaggia tra i segni della fatica di
un migrante in terra sconosciuta, è una musica che allevia la sua
sofferenza, è un profumo che gli ricorda casa. In un ritmo lento che
sembra seguire le lunghe traversie di un profugo per divenire più
sollecito nel finale rassicurante, si alternano suoni cupi e luminosi che
suggeriscono di volta in volta immagini tristi e tenere, tali da rivelare
grande comprensione e forte empatia. È sentirsi parte di un cuore che
abbraccia il mondo.


Raffaele Fiore - 2° Classificato


Davanti ai miei occhi

Io vivo dentro
un’armatura meccanica
da sempre,
ne comando i movimenti con la mente.
Non sono io.
Io sono chiuso dentro
seduto o supino o sospeso,
le membra inerti.
Da sempre.
Vedo attraverso uno schermo
Raffaele Fiore
davanti ai miei occhi.
Sento attraverso auricolari
nelle orecchie.
Ma io vedo e sento
anche se sono spenti.
Io vivo dentro un castello inespugnato
pieno di echi, risonanze e spettri
intatto da sempre.

Sentirsi vivi in un freddo involucro esteriore, in un meccanismo
da azionare, conferma una consapevolezza acquisita nel tempo: il
distacco tra la propria interiorità e l’aspetto esterno. Si ha l’impressione
di una forte chiusura, espressa anche dai versi brevi, incisivi e dalle
frequenti pause. La scelta delle parole e dei suoni produce immagini
di estraniazione e una sorta di disagio, che in chiusura sembrano
attenuarsi in una sensazione di sicurezza. Un cammino sorprendente
alla scoperta della propria identità.


Azzurra Simeoni - 3° Classificata

Riflesso di un uomo vero

Fece la Guerra venerando la Pace
diffuse l’Odio osannando l’Amore
Azzurra Simeoni
chiamò mostro il suo riflesso
cercò l’originale condannando il diverso.
Sulla distesa di papaveri rossi.
Giorno nasce gelido e senza
stelle Notte lo saluta triste.
Quando un Dì nuovo illuminerà la Terra
Notte ritroverà le sue stelle.
Egli avrà fatto la Pace cacciando la Guerra
avrà diffuso l’Amore esiliando l’Odio
avrà cercato l’originale trovando il nuovo
avrà guardato il suo riflesso
e l’avrà chiamato Uomo.

Qual è l’uomo vero? Colui che provoca la guerra, desiderando la pace,
che diffonde l’odio esaltando l’amore, senza riconoscere il Male in sé?
Corrono giorni in questi tempi che gelano al sorgere e intristiscono
di notte. La speranza è attendere un giorno nuovo che annulli le
contraddizioni dell’uomo, capace di riconoscere se stesso e la sua
provenienza: l’uomo vero che potrà diffondere l’amore. Immagini
suggestive e nitide in un crescendo di pathos che, con grazia, confluisce
nella chiusa per rispondere a un desiderio che tutti coltiviamo: la
pace.


Sezione B – Scuole superiori

Giuseppe Piccolo - 1° Classificato
 
Giuseppe Piccolo
Ventun grammi

Ricurvai il terrore della mancanza
nell’anonimo ottenebrarsi dei ricordi
che ripidi e scoscesi colarono a picco
sotto la mia ennesima, timida sincope.
Mirabile fui nello sbiadire
tra le intricate tautologie
dettate dai versi asincroni
e strazianti delle mie mute membra.
Lasciai che ogni origami
ridiventasse pagina
marmorea e caliginosa
come il torpido avvenire.
Attonito
con le pupille
ormai girate
l’oblio mi abbagliò.
Ventun grammi,
un fardello
troppo incandescente
per un uomo così tenue.

Il giovane poeta affresca sapientemente scorci inediti della realtà interiore.
Ricerca singolare e dalle forti implicazioni intellettuali la
sua, mai sterile esercizio sperimentale delle abilità linguistiche ma al
completo servizio di un talento che mostra di aver superato lo scoglio
dell’età adolescenziale.

Amore Lan

Ti cederei i miei follower
retwittando ogni tuo click
e aggiungerei una reazione
a tutte le tue localizzazioni.
Il mio snap sarebbe colmo
di hashtag ad effetto
screenshotterei ogni tua frase
per la mia storia di Instagram.
E ogni foto in cui ti vedi brutta
la photoshopperei con i filtri migliori,
così da eliminare tutti quei malware
che passano per il tuo sistema operativo.
Spenderei tutti i miei bitcoins
per abbellire il tuo avatar
e per unire i nostri account
passerei alla versione premium.
Ogni mia mail con rose virtuali
rimane soltanto pattume per un blog.
Lascio a te il mio ultimo like
e, con rammarico, stacco il mio Wi-Fi.

Ex aequo con “Ventun grammi”, dello stesso autore, la lirica di Giuseppe
Piccolo conferma il carattere di ordinaria eccellenza della sua
scrittura. Un amore senza banali ripiegamenti, descritto con i termini
di una postazione informatica. La metafora si fa slang mantenendo
l’equilibrio tra la musicalità e il senso.


Vittoria Amati - 2° classificata


Pancratium nero

Un’ampollosità di odori
affumicava i suoi occhi
aridi, tali erano i lidi
ch'egli solcò con disprezzo.
Alici su pani bruciati
nelle mani di nereidi
ammaliate dal sapore
di vivande e passioni,
erano ispide
per le loro labbra perlate.
Invidiava la villeggiatura,
Vittoria Amati
simbolo di vite placide
contornate da sprechi,
deboli pianti
che ricordavano la scampata fine.
Al presente era un ghiacciaio
sentimenti e movimenti fermi,
era curiosità dei figli
incubo abitudinario dei simili.
Si distese tra le rocce,
camaleonte oscuro,
a cercare Marte tra gli astri
per ardere con esso.
Poi un richiamo
le acque specchiavano una morbida donna
coperta di anthemis
l’amò cadendo in mare
come Narciso
morì per troppa bellezza.

Versi raffinati che si ispirano alla tradizione orfica, densi di suggestioni
sensoriali e richiami epici. Il profumo del “giglio di mare”
tinto stavolta di significati notturni, in bilico tra terra e mare, sta a
consacrare il Mito e la bellezza, talvolta tragica, dei sentimenti e dei
desideri.

Nicolò D’Ignazio

Nicolò D’Ignazio - 3° classificato

Omnia fert aetas

E l’icore velenosa
bagna i campi
dove nascono
i tulipani.
È il sangue del cielo,
del dio,
il mio.

In pochi, lapidari ed elegantissimi versi si intuisce una autentica vocazione umanistica e filosofica. 
Egli rivolge uno sguardo maturo all'eternità
del confronto dialettico tra Uomo e Divinità dove la natura,
nella sua manifestazione più ferina, riveste il ruolo privilegiato di intermediatrice.


Festival Internazionale Virgilio Terza edizione -Anteprima-

La terza edizione di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio è ormai vicina. Quasi cinquanta i poeti, saggisti e studiosi che parteciperanno. La rassegna, curata dall'associazione La Corte dei Poeti, si svolgerà dal 18 al 21 maggio prossimi.

Il comitato organizzatore di Mantova Poesia, in vista della kermesse di maggio, ha pensato di realizzare quattro “tappe di avvicinamento” che avranno lo scopo di illustrare la poetica di alcuni dei principali protagonisti del Festival. Tali appuntamenti saranno ospitati nella Sala delle Colonne della Biblioteca Baratta di Mantova, in corso Garibaldi 88. Tutti gli incontri, a ingresso libero, inizieranno alle ore 21 e prevedono relazioni tematiche e contributi video e audio relativi agli autori selezionati.
Giovedì 13 aprile si comincerà con la serata dedicata a conoscere la poesia di Franco Loi, autore che aprirà Mantova Poesia con una lettura prevista per il 18 maggio.
Giovedì 20 aprile sarà la volta della poesia di Elena Liliana Popescu e Beppe Costa. Giovedì 27 aprile si tratterà della poetica di Milo De Angelis, Il ciclo di incontri terminerà giovedì 4 maggio con la serata tesa a illustrare l'opera poetica e saggistica di Donatella Bisutti.
Franco Loi, foto: Dino Ignani

Protagonisti delle quattro serate saranno i poeti Paolo Aldrovandi e Antonella Lucchini, i saggisti Lucia Papaleo ed Enrico Ratti, nonché il direttore artistico di Mantova Poesia Stefano Iori.
Il programma completo di Mantova Poesia – Festival Internazionale Virgilio sarà presto pubblicato

Per ulteriori informazioni: segui la pagina facebook

Premio Nazionale di Poesia Masio Lauretti, seconda edizione

Vincitori Premio Nazionale 

di Poesia Masio Lauretti  

Seconda edizione

Organizzato dall'Associazione culturale Pellicano

con il Patrocinio del Comune di Aprilia (LT) e del Consiglio Regionale del Lazio


ISBN 9788899615338 - pag 100, € 10,00



Sono centinaia le poesie che hanno partecipato al Premio Nazionale di Poesia Masio Lauretti! 
Per leggere tutti i nomi di vincitori e selezionati presenti nell'antologia e per altre informazioni
clicca QUI 

DOMENICA 7 MAGGIO alle ore 10:30 presso la Sala Manzù

della Biblioteca Comunale di Aprilia (Latina)
via Guglielmo Marconi