BEPPE COSTA e BEATRICE NICCOLAI MALASPINARTE 2008



ARTISTI SCULTORI ASSOCIATI
Via Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU) tel 0584 28 30 92 www.asart.it e-mail : info@asart.it

COMUNICATO STAMPA

SABATO 26 Luglio alle 19,00 al Castello Malaspina di Massa

Inaugazione di MALASPINARTE 08



TIPOLOGIA DELLA MANIFESTAZIONE :
Mostra di arti visive pittura fotografia , esposizione di opere tridimensionali, installazioni, land art, multimediali, performance, musica, poesia
ORGANIZZAZIONE E COORDINAMENTO :
Associazione ASART artisti scultori associati Via Garibaldi 97 55045 Pietrasanta
Tel. 0584 28 30 92 Fax. 0584 284468
Email : info@asart.it sito Web: www.asart.it
Ufficio cultura Comune di Massa
INAUGURAZIONE :
26 luglio 2008 ore 19,00
PERIODO :
Dal 26 luglio 2008 al 17 agosto 2008

DESCRIZIONE sintetica della manifestazione
L’anno passato Asart hanno affrontato , con grande impegno organizzativo, il complesso monumentale del CASTELLO MALASPINA DI MASSA dando vita dal12 agosto-16 settembre alla manifestazione Malaspinarte ’07 “ 50 Artisti al Castello “ . La manifestazione ha visto la partecipazione di oltre 50 artisti nazionali ed internazionali, che hanno collocato le loro opere sia nelle sale interne che negli spazi scoperti del Castello, creando un suggestivo percorso espositivo di sculture, opere pittoriche, installazioni .

MALASPINARTE 08 è l’ impegno estivo più importante della Associazione ASART Artisti Scultori Associati, alla manifestazione partecipano assieme ad alcuni soci–artisti di Asart : artisti invitati, che risiedono in gran parte nella provincia di Massa – Carrara , ma conosciuti in un ambito più vasto - nazionale ed internazionale – e giovani artisti , alcuni dei quali frequentano l‘ Accademia di BB. AA. di Carrara .
Questo consente di presentare una grande varietà di espressioni artistiche e linguaggi dell’arte contemporanea, dalla scultura e pittura alla fotografia, dalla videoart alle installazioni ambientali il tutto in un contesto di grande valore storico-architettonico- ambientale quale è il castello Malaspina .
Anche quest’anno gli artisti di ASART saranno chiamati a confrontarsi con le situazioni ambientali che il Castello offre e certamente ne risulterà una grande manifestazione con varietà di espressioni artistiche, in un contesto di grande valore architettonico ed ambientale .
Durante il periodo di apertura della esposizione di opere d’arte visiva, Asart organizzerà alcuni eventi collaterali espressione di altri linguaggi artistici quali, la poesia, la musica, la danza ecc ..
EVENTI COLLATERALI:
Incontri di poesia, musica, video proiezioni e spettacolo con collegamenti e sinergie con altri eventi promossi dal Comune in modo da realizzare un evento complessivo e non singoli eventi separati.
PUBBLICITA – CATALOGO:
In progetto la realizzazione di un catalogo multimediale che documenti oltre alle opere degli artisti espositori, le suggestioni del castello e le peculiarità dell’area apuana sia dal punto di vista artistico, che turistico nonché imprenditoriale.
ORARIO DI APERTURA :
dal martedì alla domenica 9,30 – 13,00 / 16,30 – 19,30
sabato orario chiusura alle ore 23,00
UFFICIO STAMPA
ASART Artisti Scultori Associati Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU)
Segreteria Lunedì e Giovedì dalle 15,00 alle 18,00 tel 0584 28 30 92 fax 0584 28 44 68
e-mail : info@asart.it
PATROCINI:
Regione Toscana TRArt, Provincia di Massa Carrara, Comune di Massa, Istituto Valorizzazione Castelli, Italia Nostra

CON PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE
il Presidente di Asart Francesco Martora



ARTISTI SCULTORI ASSOCIATI
Via Garibaldi,97 55045 Pietrasanta ( LU) tel 0584 28 30 92 www.asart.it e-mail : info@asart.it

COMUNICATO STAMPA
SABATO 26 Luglio alle 19,00 al Castello Malaspina di Massa

INAUGURIAMO MALASPINARTE 08. con l’evento “ I FIORI DEL BENE “
saranno presenti : Lina Bernardi (attrice) Beppe Costa (poeta scrittore), Beatrice Niccolai (poetessa), Laura Torricini (danzatrice) .

Scrive Beatrice Niccolai “ I fiori del bene vuole essere una piccola provocazione con cui chiedere di fermarsi un attimo, toppo siamo distratti a correre ogni giorno verso il nulla, con se stessi e verso gli altri e ascoltare la pazienza che porta a scrivere due parole, a trattare e dipingere una tela, modellare la materia, in qualcosa che è, per chi lo vede magico. “

Malaspinarte è una manifestazione che abbiamo voluto definire “ artistica “
e l’ Arte è una sorta di trasmissione di misteriose e segrete cose di cui l’artista stesso ignora le più profonde ragioni.

Gli artisti sono i celebranti di un rito - che si ripete dalla più oscura notte dei tempi – sono i catalizzatori di segrete alchimie protesi a rendere visibile il mistero del mondo che ci circonda.
Partiamo con la poesia, la musica, la danza

Crediamo che da questa manifestazione, che orgogliosamente abbiamo definito ‘artistica’ , l’arte e la creatività riceveranno omaggi affettuosi, gli artisti offrono in dono le loro opere
“FIORI DEL BENE“: immagini, parole e suoni, e quando si dona crediamo che debba essere sempre festa...e in questa festa vorremmo che tutti si sentissero protagonisti : autori , attori, e visitatori .


Vi aspettiamo numerosi SABATO 26 Luglio alle 19,00




autori:

Angela Maria Alberti, Giovanna Ambrogi, Michele Ambrogi, Naibi Grazia Aostri, Ursula Balhorn, Paola Barotti, Edilia Barsotti, Alessia Bertolucci, Sandro Borghesi, Valente Cancogni, Paola Cancogni, Cobàs, Beppe Costa, Marco Dazzi, Antonio De Rose, Mitia Dedoni, Rosa Del Corto, Almo Del Sarto, Fabrizio Della Pina, Mihailo Dragojevic, Giuseppe Fazzi, Angelo Gabriele Fierro, Toni Fioriti, David Fochi, Umberto Fruzzetti, Deni Gemignani, Alessio Gianardi, Aldo Giusti, Aldo Giusti, Alessia Granato, Fabio Grassi, Mauro Griotti, Massimiliano Kornmuller, Bozena Krol Legowska, Emwan Kulpherk, Sylvia Loew, Iardella Lorenzo, Carlo Maria Maggia, Augusto Marchetti, Francesco Martera, Sergio Mazzanti, Monica Michelotti, Simone Miletta, Eldar Minibaev, Gino Molisano, Pier Luigi Mosti Zonder, Beatrice Niccolai, Alessandro Paolini, Michele Pardini, Gent Pipa, Giliola Presice, Serena Pruno, Emanuele Rivieri, Nora Roitberg, Cinzia Rossi Ghion, Giulia salis, Paul Saputo, Gianfranco Stacchi, Tiziana Tacconi, Fioriti Toni, Fabio Valenti, Antonio Vilasi, Rudiger Waser

ANNA MARIA ORTESE due lettere ritrovate

Quando si scrivono le biografie...

Luca Clerici, nella sua monumentale opera dedicata ad Anna Maria Ortese: "Apparizione e visione - Vita e opere di Anna Maria Ortese", (che ho dovuto compare) ha scritto di me in una pagina che facevo il tipografo, solo dopo due ero ospite a cena di Adele Cambria, infine, sempre secondo 'lui' apro addirittura una filiale della Pellicanolibri a Roma. Poi, quasi con disprezzo (del prof. che fa lavorare gli assistenti) accenna ai libri da me editi come fatto "amicale". Che brutta parola, caro Luca, per uno che è riuscito ad andare dal Presidente del Consiglio, portando le lettere più 'strazianti' sulle povere condizioni di Anna e che il segretario di Giuliano Amato (non ricordo il nome) trattenne per sé e che non ho più recuperate.
Mentre Voi tutti l'avete festeggiata, compreso quelli che non hanno voluta firmare la petizione e vi fate pranzi cene premi e cotillon, io correvo l'Italia, andavo a Rapallo ed ero l'unica persona di cui si fidava. Anche il contratto fatto fare con l'Adelphi è stata una mia insistenza. L'unico a dirmi grazie, oltre a lei è stato il questore di Genova di allora (non ricordo il nome) che mi telefonò dicendomi che la legge Bacchelli (di cui spero lei abbia a godere, come altri lo fanno oggi, grazie alle mie fatiche) arrivava in tempo. Infatti, lei non sa, che l'ufficiale giudiziario venne fermato dal questore che aveva avuta la notizia.
E quando ricevette il premio Fiuggi, dove per assenza di cravatta non mi fecero entrare, lei, all'uscita (l'avevo io con mio figlio accompagnata a Fiuggi) comprò una bottiglia di Vermouth e, lasciando di stucco i soliti 'festeggiandi' ce ne andammo al bar.
Caro Luca, se dopo 107 anni si vanno a leggere le biografia di Giovanni Pascoli o Capuana si legge che mio nonno è stato l'editore dei primi libri di Pascoli, si legge che Capuana gli scriveva lettere (cfr. Si conta e si racconta, Pellicanolibri), chiedendogli denaro in prestito di nascosto alla moglie.
I libri si fanno leggendo, caro Luca. Oggi no. Piero Pelù scrive prefazioni ai giganti della poesia che per giunta vengono tradotti male.
Io vivo quasi in miseria, per avere occupato il mio tempo a cercare di promuovere l'arte, la poesia. Il mio primo salvataggio fu per "La casa-Museo di Palazzolo Acreide" (so che lei non sa, come tanti italiani cos'è. Ma arrivano e arrivavano quando era vivo, autobus da mezza Europa! E tante altre cose. Bastava guardare oltre le proprie assistenti che di tesi su Anna Maria ne hanno fatte, eccome.
Così muoiono per sempre Bellezza, Moravia, Pasolini (lui ci viene ricordato più per il delitto che per come inveiva contro la cattiva qualità degli intellettuali, categoria cui non appartengo.
Concludo dicendo, nel caso potesse leggermi, di essere più attento per le prossime biografie. C'è sempre qualcun altro che dice l'omelia ai funerali (come Siciliano per Moravia) che non ne sa niente e niente c'entra. Almeno studi!
Di me si dice che ho fatto vita disordinata ed errabonda. Vero. Sa quanto mi è costato vivere come vivo? Certo no! Ma la mia posizione è ben dritta! a testa alta.








Rapallo, 16/09/’85

Caro Beppe Costa,
sono proprio contenta che lei mi abbia dato occasione di scriverle.
Sa che impressione provo, parlando con lei? Come di una sosta, di una tregua minima fra gli alberi in un giorno troppo assolato. E’ che lei è un cuore amico – è amico prima di ogni altra cosa, e in questo mondo che brucia sempre, dà un senso di pace, di ristoro.
Sono ancora più contenta che si sia riposato un poco, a Sezze Romano; ma dovrebbe concedersi qualcosa in più.
La sento un po’ scoraggiato, un po’ solo, e credo di capire, ma nell’incertezza, preferisco non dire nulla. Solo che l’esistenza è piena di contraddizioni, e le persone possono mutare, come le condizioni del tempo, ma se sono pessime, e non di natura, poi le ritroviamo.
Ho visto il libro di Dario, grazie per avermelo mandato. Mi manca la prima parte. C’è una tristezza che coinvolge. Bellissimo.
Comunque, bisogna avere indulgenza. Quanto fa bene al nostro cuore, prima che al cuore degli altri. E bisogna che ci vogliamo un po’ bene. Dici occorre che ognuno di noi voglia un po’ bene a se stessi - - mi capisce, caro Costa? Abbia dunque riguardi e gentilezza anche per se stesso. Non accolga troppe amarezze, nel suo cuore. Meglio “ giustificarla” e restarne liberi.
Non ho ancora aperto il fascio di dattiloscritti. Credo che andrà benissimo.
La ringrazio di aver fatto fare una copia dattiloscritta del mio lavoro. E, a proposito, le ricordo: in qualsiasi momento deciderà di non farne nulla si senta liberissimo di farlo. Io non troverò nulla da obiettare. Faccia solo ed esattamente quanto è bene fare per la Pellicanolibri. L’amicizia, in questi casi, non è un buon criterio di scelta.
Sto vivendo anch’io un momento confuso. Con molti progetti, ma molto stanca (di questa estate carceraria) e senza più una vera fiducia (ma in lei credo).
Affettuosamente A.Ortese

Riporto da "La Stampa", del 10 aprile 1986
Un mese fa molti intellettuali italiani firmarono un appello perché Anna Maria Ortese, l’autrice di Il mare non bagna Napoli e L’iguana, potesse usufruire della «legge Bacchelli», istituita a favore di personalità della nostra cultura in difficili condizioni economiche. L’iniziativa ha suscitato polemiche e ora Anna Maria Ortese, che vive appartata a Rapallo, interviene per la prima volta per chiarire i fatti di cui è stata «involontaria» protagonista.
Mi è stato chiesto se della raccolta di firme e della relativa campagna di stampa promossa da alcuni intellettuali romani allo scopo di sollecitare un possibile provvedimento (dalla famosa legge Bacchelli) a mio favore, sapessi nulla prima che fosse iniziata; e se, sapendolo, sarei stata consenziente. Rispondo di no. Nessuno mai mi aveva informata e, sapendolo, non sarei stata consenziente.
L’intento (pur buono, e di cui sono grata) era sproporzionato alla mia figura. Sono d'accordo su queste raccolte di firme e su queste «campagne» quando si muovono a favore di casi veramente atroci (rovina morale di cittadini, e così via) e soprattutto, e sempre, a favore degli animali. La nostra (in realtà non è la mia ) civiltà, i nostri usi e costumi vivono su sofferenze e violenze imposte alla Natura, talmente profonde e inaccettabili, che scandalizzarsi per comuni emergenze umane mi appare, anche se ne risento personalmente, piuttosto esagerato.
Dal lontano ’37 sono entrata, per mia scelta, in una strada anomala per una donna (per di più senza status) ed è quasi bene che ne paghi le conseguenze. Scrivere racconti non è una professione. Non giurerei di aver dedicato a questa attività personale tutta la mia intelligenza. (Ero intelligente?). Ho vissuto la giovinezza piuttosto distrattamente, senza coltivare interessi concreti, come se fossi nata ricca; e solo dopo la guerra, un pò di giornalismo, e libri fatti con articoli di giornale, hanno potuto dare l’impressione che io mi fossi impegnata in una specie di critica sociale, e quindi la mia scrittura fosse utile.
Non era utile. Senza volermi veramente giudicare e accusare, dico che i miei interessi (e pensieri) poco alla volta hanno abbandonato il sociale e le sue guerre per rivolgersi e fermarsi su cose totalmente estranee al normale interesse dei lettori. Mi ha colpita il trascorrere del tempo, delle emozioni, delle forme, e il perdersi senza spiegazione di tutto. E l’umanità (su cui avrei giurato) mi è parsa sempre più una lontana creatura antidiluviana, tutta protuberanze dorate e mostruosità, tutta solitudine silenzio e pericolo, che attraversasse lentamente il vuoto orizzonte. Non sono più stata tanto favorevole all’umanità! Resto confusa, quindi, per la disattenta rivalutazione (in senso sociale) dei miei scritti. E a disagio per qualche «valore» (che non può essere certo positivo) che mi è stato leggermente attribuito.
E’ vero tuttavia quanto è stato scritto: che non ho casa, che devo lasciare queste stanze dove avevo la mia vita e le mie sempre più confuse e incomprensibili carte, e che non so dove andare. Non è vero invece che io sia indigente. Lo sarò, semplicemente, non appena, munita di soli sei biglietti da cento mensili, dovrò cercare un’altra casa senza la protezione della legge. Non è vero nemmeno che stia diventando cieca , come assicura un giornale romano. Questo complicherebbe tutto, e speriamo che non accada.
Di alcune «arroganze» che mi sono state attribuite da altri giornali, come: «Niente carità, solo diritti!» ["Il Messaggero" di Roma NdR], posso dire solo che mancano della mia firma, e anche della firma di una persona di medio buon senso. Così contrapposte, poi, si umiliano a vicenda. Da altre cose, invece (che sono state dette di me) non posso difendermi. Non le ho lette. Il tempo, del resto, passa, e si porta via il vero e il non vero, l’immaginario e l’immaginato. Immaginario, secondo me, può dirsi di qualsiasi vera attività della mente (scritti, e così via), mentre immaginato è solo il lavorio di altre menti, esterne a quel non produttivo lavoro, per cancellarlo definitivamente. Il «ciò che si dice», a volte, è quasi più valido di ciò che è stato davvero pensato e realizzato; ma questo non meraviglia: fa parte della natura del mondo (che è altra cosa dal mondo della Natura).
Posso aver sbagliato non intervenendo subito in questa «campagna» per tentare di fermarla. Ma mi sembrava impossibile, mi sembrava che non riguardasse me. Tutto era stato così improvviso e insensato.
Chiedo adesso scusa ad Autorità grandi e piccole, che la «iniziativa» ha colpito e forse distratto dalle loro normali occupazioni. Rassicuro i miei pochi amici che mi sto rimettendo (ma ci vorrà del tempo) dagli inevitabili danni di tanta attenzione. Li ringrazio infine della loro bontà, e profitto di questa occasione per dire grazie anche al remoto Sud. Qui, trecentosessantasei alunni della Scuola Media «Rondinelli», e poi la loro Preside, e poi ancora altre care autorità comunali, hanno scritto, con sollecitudine i fratelli, alle autorità liguri, raccomandandomi. E questi, sì, non erano più arcani esseri antidiluviani, come il mondo di cui anch'io faccio parte, e ho provato tristezza di non aver fatto mai nulla per loro. Mi perdonino. Rimedio, se può voler dire qualcosa, con un abbraccio.
Anna Maria Ortese

Beatrice Niccolai e Beppe Costa inAUGURIamo con "I fiori del bene"

"I FIORI DEL BENE"
di "poesia e d'altro"

Sulle musiche di GIOVANNI RENZO tratte dall’album “Infanzia” e con le canzoni di Jacques Brel e Léo Ferre


Quando Charles Baudelaire scrisse "I fiori del male" l'Europa non si era ancora automassacrata, non c'erano ancora 'bombe intelligenti' fatti da uomini stupidi (ma abbastanza furbi, secondo loro, nell'accapparrare denaro per i propri figli, non pensando di regalare loro strazi e cenere, tanta.

Guerre e devastazioni continuano, gli uomini sempre più stupidi, continuano a fabbricare bombe ancora più intelligenti.
Come dire, se in Sicilia c'è la mafia, basta raderla a suolo, così come per l'Iraq.
Bambini e donne a milioni muoiono per l'assenza di uno solo bicchiere di latte, molti fanno i soldati a 8 anni, drogati sempre da uomini intelligenti che prendono stipendi da favola per studiare come non farli morire. Come dice Silvano Agosti: "lo stipendio di uno solo di loro di un mese basterebbe a nutrirlo per tutta la vita".
Le novità di cui si parla sono: partite di calcio, rom e rumeni, tanto che a volte li confondo anche io, ma la regola è la stessa: "se un rom o un rumeno" (per gli uomini intelligenti sono la stessa cosa, anche quando sono italiani da secoli) commette delitto, basta sterminare il campo. Così da non dimenticare le tragedie del Darfhur, dell'Afganistan, dell'Iraq, del popolo della Palestina, di Israele e prossimo venturo dell'Iran. E con la Cina facciamo i giochi olimpici (cosiddetti della pace!) Dei diritti civili in Cina, delle uccisioni a circuito chiuso non si parla, quando però i cinesi 'copiano' le nostre scarpe, tutti, Lega in testa, si ribellano. Ma il popolo ribelle è placato dalla stupida TV, quella sì fra le bombe intelligenti è la più micidiale. Fa vestire, cantare, uccidere i nostri figli mentre gli adulti hanno gli orgasmi da Vespa, quelli più colti da Fazio. E gli scomparsi? ancora vivi?

Beatrice Niccolai, Beppe Costa con Dacia Maraini

Abbiamo voluto io e Beatrice Niccolai (un incontro magico avvenuto grazie alla rete) dedicare
l'Inaugurazione di Malaspina, nell'omonimo Castello, intitolare "I fiori del bene" partendo proprio dalla poesia e dalla musica, oggetti d'arte tralasciati, dimenticati, vilipesi, di cui il nostro paese dovrebbe andare fiero. La poesia è tratta dall'opera edita di Beatrice "Sans Papier" e "Gramigna" (Ennepilibri), Lina Bernardi sarà la "voce", Laura Torricini la "danza". Su musiche di Giovanni Renzo tratte dal CD "Infanzia" e le canzoni di Jacques Brel e Léo Ferre.
Dedichiamo quindi alla facilità del bene l'incontro, ricordando infine le donne massacrate da stupidi fidanzati, mariti, colleghi di lavoro e i bambini che a Napoli e Palermo trafficano su tutto anziché andare a scuola. Morto Don Milani, Pasolini, Moravia, Sciascia, Montanelli, le 'voci' si sono stabillizzate, pur di lavorare nessuno si ribella. Rimangono autori come Beatrice oggi, ma che ieri si chiamavano Anna Maria Ortese o Goliarda Sapienza. Voci che stentano nel vissuto quotidiano. Eppure come diceva Deaglio: è così facile e banale il bene!

UNAVANTALUNA? DA NON PERDERE OGGI E DOMANI



A volte ci sono 'cose' tante da vedere, altre da "godere" poiché è rarissimo godere (chi non lo sa?)
vi consiglio vivamente di vedere al TEATRO QUERCIA DEL TASSO", oggi e domani alle ore 21, tutt'e due questi spettacoli di UNAVANTALUNA e vi prometto, come è accaduto a me, malgrado l'età, che una è arrivata avantaluna per me, solo per me.
Uomini e donne che da tanto non si amano, dopo questi "suoni" vedrete cosa vi accadrà.



P.S. Nel caso ciò non accadesse, potere protestare con me, portandomi "una" in prova, perché non sarà la musica ma sarà tutta colpa vostra.
Non si promettono miracoli ma solo la partecipazione straordinaria della "Luna"
Vostro, con affetto b. c.

BEPPE COSTA SCEGLIE: STEFANIA DEL FERRARO su SILVANO AGOSTI

A proposito dell'incontro con il regista-scrittore
di Stefania del Feraro

con Lina Bernardi

"In Kirghisia nessuno lavora più di tre ore al giorno e il resto del tempo lo dedichiamo alla vita. Quando un qualsiasi cittadino compie i 18 anni gli viene regalata una casa. E se qualcuno desidera fare l’amore, mette un piccolo fiore azzurro sul petto in modo che tutti lo sappiano". Sembra una nuova Utopia, quella descritta e raccontata da Silvano Agosti, scrittore, regista e poeta, nel suo libro "Lettere dalla Kirghisia", presentato ieri sera a Roma, presso la libreria Pellicanolibri, nell’ambito del progetto "Un libro... una musica... una voce...", curato da Beppe Costa.
Alla presenza dell’autore, l’attrice Lina Bernardi ha letto alcuni brani del testo, organizzato come raccolta di lettere, scritte e spedite da un paese immaginario, che l’autore sogna di visitare per caso e non lasciare mai più. Un paese dove gli uomini vivono secondo ritmi e modi migliori, non necessariamente nuovi o rivoluzionari, ma assolutamente naturali, elementari.
"LETTERE DALLA KIRGHISIA": la moderna e reale utopia di Silvano Agosti

Un luogo immaginario, questa Kirghisia, dove, trascorse le tre ore lavorative, "il resto del tempo viene dedicato alla vita", ha tenuto a precisare Agosti. Un luogo dove "i politici fanno volontariato, dove il numero di farmacie e ospedali è azzerato" perché "quando la gente è libera di vivere non si ammala"; un luogo dove "i bambini non vengono martoriati nelle scuole, ma giocano fino ai 18 anni e sanno tutto ciò che c’è bisogno di sapere per avviarsi alla vita: i bambini conoscono il corpo e il mondo". Un modello di vita, quello che ispira l’autore, tutto fondato sull’importanza dell’unicità e della preziosità di ogni singolo essere umano. Da qui, la necessità per Agosti di urlare al mondo, immerso nel traffico, nella droga, nella noia, nella pubblicità, nel denaro, in una vita che altro non è che pura esistenza, se non addirittura sopravvivenza, cosa in realtà si cela dietro la coltre dell’abitudine, della routine e dell’organizzazione sociale. Viviamo in un mondo, secondo Agosti, simile ad una ragnatela che impedisce i movimenti, i sentimenti, i rapporti sociali più genuini.
"Lettere dalla Kirghisia" è un libro, ha detto l’autore, che non parla di cose fantastiche, ma di cose reali. E allora di Utopia forse non si tratta: "ogni anno potremmo regalare una casa ad ogni italiano, con la metà dei soldi che vengono investiti nella droga o nella prostituzione".
Denuncia sociale, dunque, denuncia politica, universale perché quello di Agosti è un monito rivolto a tutti noi, un appello ad aprire gli occhi e a saper cogliere l’importanza di un unico concetto: "ogni individuo è un capolavoro unico". Solo quando si prenderà coscienza di ciò, si arriverà a capire il valore di ciò che quotidianamente "sprechiamo", il valore di una vita che va vissuta appieno e nel miglior modo possibile.
"Lettere dalla Kirghisia" per certi versi può anche essere considerato una sorta di saggio: l’autore dissemina definizioni e insegnamenti, per cui "il sapere è come un seme" e "imparare è un piacere raro", mentre "studiare è fonte di malattie" e "dallo studio nasce la repulsione per ogni forma di sapere". "Bisogna seminare, arare il campo", sostiene Agosti, "e soprattutto bisogna lasciare in pace il seme".

con beppe costa

Un saggio che si sofferma anche sulla condizione degli anziani, i quali possono dire di "aver ritrovato tempi e spazi dell’infanzia", possono dedicarsi all’arte e alla vita sociale. Un saggio che parla del dolore, "non previsto in natura, in quanto è indice di qualcosa che non va".
Quello che viene fuori allora da questo volume sembra essere un vero e proprio appello, quasi accorato, rivolto al genere umano, a guardare oltre e a saper andare oltre, a cogliere l’infinita importanza di ogni possibilità che ci viene data, perché ciò che conta è che tutti possono porre in atto "una rivoluzione straordinaria", partendo dal proprio piccolo; ciò che conta è "passare dall’asse della mera esistenza all’asse della vita"; ciò che conta è riuscire a raggiungere "l’autogestione del proprio destino" e garantire "non solo il necessario, ma anche il tempo per vivere".
Silvano Agosti nasce nel 1938 a Brescia, si diploma all’Istituto Magistrale e parte giovanissimo per l’estero, a piedi, come un pellegrino medioevale per visitare tutto il Medio Oriente e l’Africa del nord. Si iscrive nel 1960 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove si diploma nel 1962, vincendo con il cortometraggio "La veglia" il ciack d’oro che gli viene consegnato dal Presidente della Repubblica. Dopo aver lavorato con Marco Bellocchio alla sceneggiatura, i dialoghi, il montaggio de "I pugni in tasca", nel 1967 esordisce col lungometraggio con "Il giardino delle delizie"; nel 1975 dirige "Matti da slegare" con Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli.

Dal 1976 al 1978 è docente di montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo cinema Azzurro Scipioni, nel quartiere Prati, diviene un punto di riferimento per i film d’arte e per quello impegnato. Nel 1983 termina "D’amore si vive", personalissima ricerca sulla sensualità e i sentimenti in una Parma tutta speciale.
Intorno agli anni Ottanta, inizia la sua attività letteraria che produrrà romanzi quali "L’uomo Proiettile", candidato al Premio Strega; "Uova Di Garofano", "La Ragion Pura", "Il Semplice Oblio" ed ora "Lettere Dalla Kirghisia".

Stefania del Ferraro (aise)









Lina Bernardi con i musicisti
PaoloVigliarolo e Giuliano Perticara

BEPPE COSTA INCONTRI. DACIA MARAINI da PELLICANOLIBRI

Lunedì 30 giugno alle ore 21

Il più atteso e gradito, un grande incontro con un libro fra i più belli di Dacia "Il treno dell'ultima notte". Perché accade quel che accade: Emanuele, il bambino protagonista del romanzo, percorre l'Europa alla ricerca del passato della sua famiglia. Un pugno di lettere e una riflessione sulla tragedia del nostro secolo, un viaggio nel dolore, nella memoria, nella crudeltà degli esseri umani.



Dacia Maraini


Presenti Dacia Maraini e Adele Cambria si conclude la serie di incontri con il libro, la voce, la pittura e la musica.
Un pubblico straordinario che si è spostato, non solo da Roma, per assistere a quello che è stato il programma forse più ambito della nostra attività. Un ritorno cui con affetto, calore umano e partecipazione emotiva sono stati presenti: Barbara Alberti, Aberto Bevilacqua, Arnoldo Foà, Silvano Agosti, Lia Levi, Enni, e Cecilia Gentile, a partire da maggio fino al prossimo lunedì. Con Dacia Maraini, presentata da Adele Cambria e le attrici Lina Bernardi e Cristina Cellini. Al piano Dario Pierini.




Alle ore 21, presso la sede di Pellicanolibri, via Gattico, 3
Tel. 06/61563181 - Roma (Casalotti)
Ingresso libero.


Adele Cambria



Liste Libri Scolastici. Roma Casalotti


Aggiornamento giugno 2014

Perché aspettare sempre l'ultimo momento?
sono già disponibili le liste delle scuole di Roma- Per ogni informazione, come sempre, siamo pronti a darvi tutte le indicazioni possibili per evitare, anche per chi volesse servirsi dell'usato, errori che fanno spendere il doppio, invece che risparmiare
Clicca sul sito Pellicanolibri



Via Gattico, 3- 00166 Roma (Casalotti) tel. 0661563181
pellicanolibri@libero.it


Al rientro dalle meritate vacanze, inevitabili sono le corse in libreria per la riapertura delle scuole. Per evitare inutili ansie ed errori, potete anche scriverci e noi, nei limiti del possibile, vi daremo tutte le informazioni necessarie.



I nostri clienti che da anni ci frequentano sono la garanzia della nostra precisione e correttezza.