d'amore e d'altri bisogni, il nuovo libro di Beppe Costa

Beppe Costa, un fanciullo millenario 
di Mauro Macario

Così avevo definito in un’intervista francese il mio Maestro Lèo Ferré, genio del ‘900, poeta, romanziere, musicista, interprete, direttore d’orchestra, saggista. Uso ancora una volta questa definizione per Beppe Costa per convogliare il suo talento a raggera multiforme e la sua vita in un unicum plurivalente, come scia luminosa di una cometa che continua a circumnavigare il pianeta lasciando una pioggia incandescente di formazioni stellari: i suoi versi, il vissuto, il tempo esistenziale ostinatamente timbrati da abnegazione, rigore, e onestà (quasi autolesionistica), e di conseguenza il suo essere, appunto, un fanciullo millenario.

Spandersi tra poesia, direzione di Festival, Blog internazionali, romanzi, reading, sono le sue metamorfosi abituali di cui spesso hanno goduto poeti di ogni latitudine e dove l’autore da questi incontri si escludeva per scelta etica ormai inusuale in un’epoca in cui l’ego smisurato è peggio di una mina antiuomo, tanto il territorio di questo ambiente è disseminato di trappole, ma soprattutto di ingratitudini.

nel QR 90 minuti di musica pag. 144, €15.00
Beppe è sempre stato bersaglio del proprio altruismo condotto con fraternità spontanea, senza mai cedere alla fatica di erigere punti di confronto e di conoscenza tra artisti. D’altra parte, viene da lontano, dove la cultura umanistica non era solo il prodotto che la rappresentava ma era fonte di relazioni, di amicizie, di amori. La storia romana della sua famosa libreria Pellicano è una dimostrazione reale e pratica di un tempo morale e artistico che ha onorato il nostro paese e che non c’è più. Non faremo un mero elenco degli autori passati da lui e che lui ha attraversato, ci limiteremo a dire che nella grande stagione autorale dalla metà del Novecento in poi, Beppe ha vissuto con i grandi della letteratura un’empatia fraterna che oggi è sempre più difficile da incontrare.

E poi, soprattutto, c’è la corrente fluviale della sua poetica che continua a scorrere dolce e impetuosa a irrorare l’attuale desertificazione progressiva della cultura umanistica in via d’estinzione a causa di una bulimica in-civiltà tecnocratica che tutto divora: sentimenti, speranze, il senso del sogno, di qualsiasi sogno. Una in-civiltà antionirica che sta innestando nell’involuzione umana, geni robotici di tipo schiavistico ad uso e abuso della produzione di massa. Beppe no, con il suo bastone di rabdomante cerca se non oceani, almeno un rigagnolo salvifico: la poesia. E in quel rigagnolo ricrea la Fossa delle Marianne che malgrado la profondità spaventosa, raggiunge sul fondo in apnea tramite la zavorra dei suoi versi.

Ed ecco che in questo ricreato acquario umanistico, galleggia a suo agio in una morfologia genetica che non conosce rovina né inquinamento, la sua flora poetica ondeggia libera e torna in superficie nel ritrovato respiro di un canto universale. Sembra dirci : vedete com’eravamo? Come sapevamo emozionarci a un viso adolescenziale che non ci ha più cercati? Come non avevamo paura di commuoverci davanti a un addio struggente? Come tessevamo le nostre solitudini-rifugio, giorno dopo giorno, anno, dopo anno, e non abbiamo ancora finito? Come scendevamo per strada insieme a moltitudini giovanili per protestare controle guerre? E come non sappiamo più oggi indignarci davanti alla tomba collettiva dei nostri mari?

Quei mari che un tempo ci lasciavano sulla battigia i nostri sogni infranti e i nostri sguardi persi lontanamente...Quelle albe di stupore e commozione guardando il corpo nudo che ci dormiva accanto

e in quel silenzio già preannunciava la sua fuga imminente… Questo e tanto altro ci dice il presente libro La Poesia e altri bisogni… E i bisogni sono tanti, ancora inevasi o vissuti parzialmente... Leggere queste poesie come un vocabolario dell’anima, perché ogni parola ne porta dietro altre cento.

Ci sono immagini dietro le parole che ciascuno può sviluppare in camera scura, non quello di un laboratorio fotografico, ma di un contenitore mnemonico talvolta denso di strazi taciuti, di richiami,

di improvvise luccicanze. Sono i fiori che Beppe riporta in superficie dalla Fossa delle Marianne. Cogliamoli, senza strapparli. Non grida, ma nobili canzoni per ogni tempo. Che la musica in Beppe è dentro a ogni sospiro e questi sospiri musicali sono stati interpretati da Matteo Cavicchini, pianista, che insieme a Beppe ha animato di afflati sonori perché musica e poesia sono siamesi. E Beppe in Matteo ha trovato il suo fratello, il compagno di viaggio.

Siamo noi, ora, che abbiamo un bisogno. Leggere questi versi che vengono da lontano e al contempo  devono ancora nascere, in un ciclo senza fine.

Mauro Macario

nel QR 90 minuti di musica pag. 144, €15.00

Noi e la Musica di Matteo Cavicchini

Beppe Costa, o Beppeee con tre “e”, come amo chiamarlo, lo conobbi il 16 maggio del 2014, a Mantova, nel foyer del Teatro Sociale. Lui doveva leggere poesie, io dovevo suonare. Lui legge, io suono, lui legge, io suono, e in una manciata di minuti trovammo una complicità magica, un colpo di fulmine, un folgorazione, fu un incontro che ci avrebbe uniti in modo indissolubile.

Al termine dell’evento mi prese per mano e mi fece conoscere Jack Hirschman, inutile dire che vissi uno dei momenti più straordinari della mia vita. Dopo alcuni giorni non tardarono ad arrivare le prime mail, le prime telefonate, nacque così un rapporto di amicizia che ad oggi, dopo dieci anni, definisco unico.

Non si può non amare Beppe, nella sua semplicità e umiltà dona tutto se stesso al prossimo, si prodiga per i bisognosi, combatte battaglie senza esclusione di colpi, per coloro che si trovano in difficoltà e senza timore sacrifica denaro e tempo, per cause nella quali vengono meno i suoi principi di onestà e coerenza. Poeta sublime, che ha incantato un numero indefinito di persone, in ogni angolo del globo, fondatore della Pellicano libri, amico fraterno di personalità del mondo della letteratura, della musica, del cinema; ideatore di festival internazionali, musicista insomma, una personalità che ha stregato chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo.

La musica ha suggellato il nostro decennale sodalizio, concretizzando progetti straordinari, nei quali la mia partecipazione pianistica mi ha permesso di esibirmi in festival internazionali, giornate mondiali della poesia, eventi contro la guerra, commemorazione di figure immortali come Dario Bellezza, Antonino Caponnetto e Jack Hirschman. Negli ultimi anni abbiamo scritto e arrangiato brani, che molto probabilmente daranno vita ad una registrazione discografica, in barba all’età non conosce sosta e riposto, credo non finirà mai di sorprendermi. Da tempo mi definisce “suo fratello”, sentitamente commosso lo ringrazio, e gli auguro dal profondo del cuore mille anni di questa vita, consapevole che anche gli angeli... non potranno fare a meno di lui!

Matteo Cavicchini

per acquisti scrivere a: pellicanolibri@libero.it - +39 347 722 8599 (Ws)