Poeti: Edgar Allan Poe

A Dream


In visions of the dark night

I have dreamed of joy departed -

But a waking dream of life and light

Hath left me broken-hearted.

Ah! what is not a dream by day

To him whose eyes are cast

On things around him with a ray

Turned back upon the past?

That holy dream - that holy dream,

While all the world were chiding,

Hath cheered me as a lovely beam

A lonely spirit guiding.

What though that light, thro’ storm and night,

So trembled from afar -

What could there be more purely bright

In Truth’s day-star? 

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Un sogno

Nel buio della notte io ho sognato

visioni di una gioia ormai sepolta;

ma un altro sogno fatto nella veglia,

di luce e vita, mi ha spezzato il cuore.

Ah, cosa è mai un sogno a occhi aperti

per chi contempla il mondo attorno a sé

con uno sguardo che ritorna sempre

al tempo che è passato?

Quel  sacro, sacro sogno, giunto mentre

il mondo intero mi rimproverava,

mi ha rallegrato come un dolce raggio

che guidi uno spirito solitario.

Tremava da lontano, quella luce,

persa nella tempesta, nella notte,

Eppure cosa c'era di più splendido

nella stella del Vero e del mattino?


Alone


From childhood s hour I have not been

As others were; I have not seen

As others saw; I could not bring

My passions from a common spring.

From the same source I have not taken

My sorrow; I could not awaken

My heart to joy at the same tone;

And all I loved, I loved alone.

Then - in my childhood, in the dawn

Of a most stormy life - was drawn

From every depth of good and ill

The mystery which binds me still:

From the torrent, or the fountain.

From the red cliff of the mountain.

From the sun that 'round me rolled

In its autumn tint of gold,

From the lightning in the sky

As it passed me flying by,

From the thunder and the storm,

And the cloud that took the form

(When the rest of Heaven was blue)

Of a demon in my view. 


Solo


Fin da bambino, io non sono stato

uguale agli altri; non ho mai guardato

il mondo come gli altri; le passioni

da una fonte comune non ho tratto.

dalla stessa sorgente non ho attinto

il mio dolore; né ho accordato il cuore

alla gioia di chi mi stava accanto.

Ciò che io ho amato, 1’ho amato da solo.

Allora - nei miei primi anni, nell’alba

delle burrasche di una vita - è sorto

dai grandi abissi del bene e del male

questo mistero che ancora mi avvince:

sempre, dalla fontana o dal torrente,

da quella rossa rupe in cima a un monte,

dal sole che girava intomo a me

nel suo bagliore dorato d’autunno,

dal lampo che scoccava in mezzo al cielo

sfiorandomi nel suo rapido volo,

dalla tempesta e dal rombo del tuono,

e dalla nube che prendeva forma

(mentre resto del Cielo era sereno):

la sagoma di un demone al mio sguardo. 


A Elena


La tua bellezza, Etena, è per me

come le barche nicee che un tempo

su un mare profumato, riportarono

quel logoro ed esausto viaggiatore

alla dolce spoonda dov'era nato.


Pellegrino su mari disperati,

i tuoi capelli bruni, il viso classico

di Naiadi mi ha ricondotto in patria

alla gloria che fu l’antica Grecia

e la grandezza che appartenne a Roma.


Ed eccoci! Nel vano illuminato

della finistra, simile  a una statua.

Nella tua mano la lampada d’agata.

Ah! Perché nata in quella che chiamiamo

la Terra Santa!


To Helen


Helen, thy beauty is to me

Like those Nicean barks of yore,

That gently, o’er a perfumed sea,

The weary, way-worn wanderer bore

To his own native shore.

On desperate seas long wont to roam,

Thy hyacinth hair, thy classic face,

Thy Naiad airs have brought me home

To the glory that was Greece

And the grandeur that was Rome.

Lo! in yon brilliant window-niche

How statue-like I see thee stand,

The agate lamp within thy hand!

Ah, Psyche, from the regions which

Are Holy Land 


Evening star


'Twas noontide of summer,

And mid-time of night;

And stars, in their orbits,

Shone pale, thro’ the light

Of the brighter, cold moon,

Mid planets her slaves,

Herself in the Heavens,

Her beam on the waves.

I gazed awhile

On her cold smile;

Too cold - too cold for me -

There pass’d, as a shroud,

A fleecy cloud,

And I turned away to thee,

Proud Evening Star,

In thy glory afar,

And dearer thy beam shall be;

For joy to my heart

Is the proud part

Thou bearest in Heaven at night,

And more I admire

Thy distant fire,

Than that colder, lowly light.


Stella della Sera


Era la mezza estate

e metà della notte

le stelle camminavano

pallde nella luce

della luna più scintillante e fredda,

fra i suoi schiavi, i pianeti;

lei, proprio klei nei cieli,

il suo raggio sulle onde.

Io fissavo incantato

il suo sorriso freddo,

fredddo - per me troppo freddo:

passò poi come un velo

una nube fioccosa

e io mi volsi a te,

superba Stella della Sera,

magnifica e remota,

ed il tuo raggio mi sarà più caro;

perché è gioia al mio cuore

questa superba parte

che ti spetta nel cuielo e nella notte,

e m'incanta di più

il tuo fuoco lontano

di quella luce umile e più fredda.

e_ tace umile e piu fredda


Edgar Allan Poe nacque a Boston nel 1809, da Elizabeth Arnold e David Poe, entrambi attori girovaghi. Abbandonato dal padre pochi mesi dopo la nascita, alla morte della madre (nel 1811) fu allevato da mercante John Allan, che però non lo adottò mai legalmente. Studiò a Richmond e all’Università della Virginia, da cui fu espulso per debiti di gioco. Si trasferì a Boston, dove nel 1827 pubblicò la raccolta Tamerlano e altre poesie.
Entrato nel 1830 all’accademia militare di West Point (per compiacere il patrigno, che di lì a poco si risposerà, privandolo della sospirata eredità) ci rimase però solo un anno, prima di stabilirsi a Baltimora con la zia materna Maria Clemm. Tornato a Richmond, lavorò per il “Southern Literary Messenger”, dove pubblicò i primi racconti. Nel 1836 sposò la cugina Virginia Clemm, allora tredicenne. Nel 1838 diede alle stampe il romanzo Le avventure di Arthur Gordon Pym, e l’anno successivo apparvero i Racconti grotteschi e bizzarri. La celebrità arrivò solo nel 1845, con II Corvo e altre poesie, che ebbe negli Stati Uniti uno straordinario successo popolare. Gli scritti teorici, tra cui La filosofia della composizione (1846), affascinarono Baudelaire, che fu anche il traduttore dei racconti, e poi Mallarmé. Nel 1847 la morte della moglie, da tempo malata, colpì duramente lo scrittore. Poe morì il 7 ottobre 1849 in un ospedale di Baltimora: qualche giorno prima lo avevano trovato per strada, completamente ubriaco. Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” I racconti (1998), e Le avventure di Gordon Pym (2013).

da UE Feltrinelli

https://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Allan_Poe