Goliarda Sapienza: due o tre cose ancora di lei

 


erano così intense le nostre sere che talvolta
l'alba appariva e non ci si rendeva conto che quella
fosse davvero la luce del giorno e la fine della notte

ancora e per anni non riesco a conservare
degnamente questo largo scialle e a volte
mi ci avvolgo tastando i tanti buchi delle sigarette

a Frascati volevo riportarglielo ma ricordai solo la stecca di sigarette che nessuno ricordava, lo scialle no ed ora che è così tanto freddo lo prendo ancora dall'armadio, lo indosso e, forse, qualche buco lo provoco anch'io; non aveva timore della morte, del malessere si scusava e ne rideva ma soprattutto il timore era di annoiarsi, di non trovarsi più attorno nessuno dei suoi allievi che, spesso. l'accompagnavano, ascoltando in silenzio le nostre lunghe chiacchiere

di questo e d'altro ricordavo nel documentario girato a casa sua, ma ormai lei non era più con noi, di questo e di quei pochi amici che incontrava, ma osavo parlare male del marito, a casa sua, nella trasmissione organizzata da lui, quindi fui "tagliato" (da qualche parte resterò pure)

alla commemorazione del comune ho visto piangere Citto soltanto, l'ex compagno che non aveva sposato e per questo era stata criticata, ma anche quando sposò Angelo fu altrettanto criticata per questo matrimonio con uno così giovane e privo di talento.


Che non le lasciava neanche i soldi per comprare il fumo.
Alla passerella del Costanzo show si oppose e, come Adele Cambria, si alzò e andò via.

Questa era l'Italia anche allora, per chi si dovesse meravigliare ricordo che almeno oggi molti giovani soprattutto donne, l'hanno scoperta.
Altri continuano a sfruttarla ma, d'altro canto, la prima forse ad esserne felice, oggi sarebbe lei. Scoprendo che anche le cose più inutili che scriveva hanno o stanno venendo tutte alla luce.

Così va il mondo, Goliarda cara, proprio così: quegli stessi tromboni che ti hanno insultata senza leggerti ora ti rispettano (anche se sempre senza leggerti)

Roma 2011


Said Abu Tabanja, Messaggio umano

Said con me e Stefania al Nisan Festival (Maghar - Israele)

La poesia ci insegna che tutto il significato si trova dentro gesti e atteggiamenti che sanno arrivare, prima della parola, all'animo umano. E così Said, dall'alto dei suoi due metri (forse più) d'altezza, ha reso se stesso totem e ideale punto di riferimento di una tipologia di poesia popolare ma colta, portatrice di ogni verità raccontata o tramandata, riguardanti tutte le ferite della sua terra. I giornalisti sanno quanto sia importante la veridicità della fonte affinché una notizia sia il più possibile esatta, allo stesso modo, nella poesia di Said possiamo sperimentare quando potente possa essere la poesia se accostata ai drammatici fatti palestinesi. Anche per questo la poesia di Said è estremamente preziosa e importante, una voce che si discosta dal gruppo. (sb)

messaggio umano


Siamo i fiori della terra
Siamo le bestie dei giardini
Siamo i versi dell'amore
Noi siamo la gente
Noi siamo due persone
Noi siamo i dormienti tra le braccia della luna
sul petto del mare e tra gli alberi Canarie... uccelli
Scriviamo a favore dell'amore
della chiesa del Signore con le preghiere del perdono
coi versetti del Corano
Siamo la voce delle orecchie
Siamo un incantesimo contro Satana
E un velo in faccia a gufi e corvi
Noi siamo l'umano che era umano
al tempo dei ghoul nell'era delle balene
Chi entra nel sangue e vende parole
e pasta velenosa sia schiacciato con cura
Maltoot con una pagnotta
Quando sanguina latte e sangue
dagli occhi dei bambini
dal cuore dei sogni dal ramoscello d'ulivo
Chi è la colomba della pace?
Macellato prima della creazione davanti al sonno
sulla faccia di un negro nero
O di un quartiere palestinese? iracheno
O di una strada nel paese dell'Afghanistan?
Mi piaci, mi piaci Mi piaci
Zaman Lilli è morta in te.

Sono uscito dalle crepe della tua rovina
riempi il tuo terreno
serpenti neri portatore di machete
E Shayla copre i resti di una casa
e parti del corpo umano fuori nelle fattorie
nelle strade e ovunque in Somalia
in Sudan nel nord del Libano o a sud del Pakistan
E raccogli... raccogli
Gioia dal seno del casto
Col sorriso tra le labbra canta melodie
Per rovinare...
per un miraggio contro il sostentamento
con la morte nelle cabine di latta
Soffia il vento sotto l'amianto
Una fossa sotto l'asfalto
La luna è sepoltura
è l'innocenza dei bambini
mentre il sole muore In Asia...
in Africa tra le grotte...
dietro la boscaglia
La notte attacca...
un orco in giro e succhia il sangue
e beve olio di resti umani
dalle vene degli alberi

I suoi occhi guardano la casa
L'ho imbrattato con gocce d'olio
nella sua mano c'è Kerbage
in mano una frusta
Urlando forte Malley muore
Voglio la pace sacrificale
i feriti signorina...
muore in un tampone nella madre
notte di travaglio a Gaza...
a Gedda in tutta Riad
i lavoratori del pane nel Darfur
a Gibuti in Somalia in un giornale
In radio e non articoli muori
MUORI
morire a Cuba
muore a Tebe muore ad Anfal
morire in tempo morire a natale

E Faraone con i pioli
E Thamud e Ad
I ballerini avvolti in tamburelli
Colui che guarda e quello che vede
All'aperto l'uomo si è sciolto
l'uomo è giovane
l'uomo è andato
Sul teatro dell'umanità
Saluti e saluti
Per tutta la famiglia
e la famiglia Democratica…

traduzione Beppe Costa





الشاعر سعيد ابو طبنجه
**رسالة انسان**

احنا زهور الأرض 
احنا شحرور البساتين
احنا آيات الحب 
احنا الناس 
احنا البنأدمين 
احنا النايمين 
في حضن القمر 
وعلي صدر البحر 
وفي عب الشجر 
كنانير .... عصافير 
بنقول موال للحب 
وألحان كنيسة للرب 
وصلاة غفران 
وآيات وقرآن 
احنا صوت الآذان 

 
احنا تعويذة ضد الشيطان 
وحجاب في وجه البوم والغربان 
احنا الانسان 
اللي كان انسان 
وفي زمن الغيلان 
في عصر الحيتان 
اللي بتلغ في الدم 
وتبيع كلام 
معجون بالسم 
مطحون بالهم 
وملتوت برغيف الخبز 
اللي بينزف حليب ودم 
من عيون الأطفال 
من قلب الأحلام 
من غصن الزيتون 
اللي شايلاه حمامة السلام
المذبوحة قدام الخلق 
قدام الانام 

 
علي وجه زنجي أسود 
او حارة فلسطينية 
عراقية 
او شارع في بلاد الأفغان 
وعجبي عليك عجب 
عجبي عليك يا زمان  
يللي مات فيك الورد 
وطلعت من شقوق خرابك 
وردم ترابك 
أفاعي سودة 
حاملة مناجل 
وشايلة أكفان 
وبقايا دار 
وأشلاء انسان 
سارحة في المزارع 
في الشوارع 
وفي كل مكان 
في الصومال 
في السودان
في شمال لبنان 
جنوب باكستان 

وبتحصد ......بتحصد 
الفرحة من صدور العفايف 
والبسمة من بين الشفايف 
وتغني ألحان 
للخراب ...للسراب 
ضد القوت 
ومع الموت 
في أكشاك صفيح 
ومهب الريح
تحت تخشيبة اسبست 
وحفرة تحت الأسفلت 
يندفن فيها القمر
وبراءة الأطفال 
وتموت الشمس 
في آسيا ... في أفريقيا 
بين الكهوف ... ورا الأدغال 

 
ويهجم الليل ... غول 
يصول ويجول 
ويمص الدم 
ويشرب بترول 
من بقايا البشر 
من عروق الشجر 
ويطلع عينيه ضاوية البيت 
وشوشته بتنقط زيت 
وفي ايده كرباج 
في ايده سوط 
ويصرخ بعالي الصوت 
ماللي يموت يموت 
انا عايز السلام الذبيح 
الجريح 
يفوت ..... يموت 
في حشا أم 
ليلة المخاض 
في غزة .. في جدة 
في كل الرياض 
وخبز العمال 
في دارفور 
في جيبوتي 
في الصومال 
في صحيفة او جرنال 
في الراديو واللامقال 
يموت ... يموت 
يموت في كوبا 
يموت في طيبة 
يموت في الانفال 
يموت في المعاد 
يموت في عيد الميلاد

 
وفرعون ذي الاوتاد 
وثمود وعاد 
ورقاصين يلفوا بالدفوف 
واللي يتفرج واللي يشوف 
وعلي المكشوف 
الانسان ذاب 
الانسان شاب 
الانسان غاب 
عن مسرح الانسانية 
وتحية كل التحية 
لكل العيلة والأسرة 
الديمقراطية ....

Said Abu Tabanja, palestinese, ingegnere agrario, vive a Gaza.
Diverse raccolte di poesia e racconti in Palestina e in Egitto Sovrintendente in scienze biologiche in diverse scuole egiziane ottiene il premio come insegnante esemplare della repubblica araba d’Egitto. Membro dell’unione generale per il libro palestinese a Gaza, ospite al festival internazionale Nisan che si svolge in Galilea; presenta programmi radiofonici per i lavoratori palestinesi è spesso ospite in programmi televisivi che si occupano della questione palestinese, dei profughi e dei prigionieri e che trattano il tema della sofferenza del popolo di Palestina. Ha partecipato alla costituzione e alla fondazione dell’unione araba per la poesia popolare a Baghdad nel dicembre 2011.

Said Abu Tabanja, Palestinian, agricultural engineer, lives in Gaza.

Several collections of poetry and short stories in Palestine and Egypt Superintendent in Biological Sciences in different Egyptian schools obtains the prize as an exemplary teacher of the Arab Republic of Egypt. Member of the General Union for Palestinian Books in Gaza, guest at the Nisan International Festival taking place in Galilee; presents radio programs for Palestinian workers and is often hosted in television programs that deal with the Palestinian issue, refugees and prisoners and that deal with the theme of the suffering of the people of Palestine. He participated in the establishment and founding of the Arab Union for Folk Poetry in Baghdad in December 2011.

Said Abu Tabanja è su facebook : https://www.facebook.com/profile.php?id=100002525167490


World Poetry Tree anthology at Expo 2020 Dubai


World Poetry Tree anthology at Expo 2020 Dubai
antologia di speranza, amore, pace
L'antologia comprende 405 autori di spicco provenienti da paesi di tutto il mondo

Dubai: Noura bint Mohammed Al Kaabi, Ministro della Cultura e della Gioventù degli Emirati Arabi Uniti, ha lanciato The World Poetry Tree, un'antologia di poesia globale per la speranza, l'amore e la pace, all'Expo 2020 di Dubai giovedì.

Il lancio è avvenuto presso il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti alla presenza del celebre poeta degli Emirati Adel Khozam e della sua famiglia, che sono il cervello dietro questa raccolta di poesie, e ha lavorato al coordinamento, alla redazione e al design del libro.

La collezione comprende poesie di 405 poeti di spicco provenienti da 106 paesi di tutto il mondo, tra cui candidati al Premio Nobel per la letteratura, direttori di festival di poesia globali, supervisori di riviste e piattaforme culturali di fama mondiale e professori di letteratura di varie università che fanno parte di questo lavoro letterario internazionale di 1.000 pagine. Questo libro passerà alla storia delle Esposizioni Universali come un'iniziativa unica nel suo genere per raccogliere le opere di luminari letterari di tutti i continenti in un'antologia.

Abbracciare la creatività
Noura Al Kaabi ha affermato che il Ministero della Cultura e della Gioventù incoraggia e sostiene tali progetti. Ha apprezzato l'iniziativa della famiglia degli Emirati di elaborare il concetto di questa collezione e ha ringraziato tutti i poeti partecipanti per il loro contributo. Ospitando 192 paesi diversi all'Expo 2020 di Dubai, gli Emirati Arabi Uniti hanno abbracciato voci creative di culture e background diversi. L'antologia poetica che incarna il messaggio di amore e pace è l'ennesimo traguardo per l'Expo per costruire ponti tra le culture.

Il libro è stato supervisionato da Adel Khozam, uno dei poeti più importanti degli Emirati Arabi Uniti, che ha già pubblicato 15 libri che comprendono raccolte di poesie, romanzi e filosofia. Nel 2020, Khozam ha vinto il Tulula Poetry Award in Italia ed è stato insignito dello Scudo d'Argento dalla World Federation of Hispanic Writers per il suo eccezionale lavoro che sostiene l'istruzione, la cultura, l'arte, la poesia, la letteratura, la pace e la giustizia sociale.

per scaricare l'antologia puoi cliccare sul link del curatore:





 

d'amori, di delitti, di passioni: Incontri internazionali di Poesia

Incontro Internazionale multilingue di Poesia

Gli autori:

الشاعر سعيد ابو طبنجه (Abu Tabanjia), Alessandra Bava, Alfredo Pérez Alencart 
Ali Al AmeriAnna Maria Curci, Claudio Moica, Cristina Polli, Daniela Dante 
Era Buçpapaj, Evan Myquest, Fabiola Sali, Luan Rama Marco Cinque 
Marco Melillo, Mauro Macario, Nikolle Loka, Nora Capomastro 
Olimbi Velaj, Patrizia Nizzo, Poul L. Damgaard, Rosana C. da Costa 
Sara Capoccioni, Simone Principe, Stefania di Lino, Ugo Magnanti
Ukë Buçpapaj, Valbona Jakova, Vito Davoli

I musicisti

Marcos Vinicius, Matteo Cavicchini, Nicola Alesini



il video QUI


il video QUI

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si ringrazia per la grafica Vito Davoli

su https://www.facebook.com/distributoreautomaticodiparole
https://www.youtube.com/user/costabeppe
https://beppe-costa.blogspot.com/

prossimamente: marzo 2022:
 Giornata Mondiale della Poesia




Mauro Macario, L'opera nuda - poesia

 


Come scrive Anna Leone nella lucida prefazione "Il poeta ha deposto le armi", ha dismesso l'armatura concessagli carezzando mode e costumi più facili e/o redditizi. Sembra questo l'intento principe di Mauro Macario in questo nuovo intenso libro di poesie L'Opera nuda. Figlio d'arte da tempo ci ha abituato a quella che per lui da molti anni è l'azione più difficile e meno visibile, la Poesia. Questa raccolta non è meno delle altre attenta al mutamento sociale e all'incuria che l'umano attraversa, trascinando con sé diritti e doveri, anche l'arte e, in modo particolare, quella più abusata. Ancora una volta, dà a se stesso e a noi l'alto esempio dell'uso della parola, alterativa certamente al frastuono delle tante che ci circondano così dirompenti da soffocare il doveroso silenzio, ovvero il pianto del mondo che frantuma mentre s'infiamma. 
Ma, come sempre più delle mie, è bene leggere le parole del Poeta, spesso un grido fra dolore e stupore per come, in poco tempo, sia stata possibile, questa caduta degli dei. 
Vi segnalo - in appendice al libro - una lunga intervista all'Autore curata da Roberta Petacco.

Passatempi

Ho scritto tra volute di fumo
in serate alla deriva
con bicchieri d’appoggio
e nessuno nel mondo
i momenti migliori
dopo i momenti peggiori
su e giù
su e giù
i migliori si diradano
i peggiori infittiscono
su e giù
su e giù
il soggetto in questione
ci pensa a lungo
scriverà sulla tomba
morto in altalena.
PER MANO OSCURA
Com’è triste l’amore
che porta in sé il distacco
un virus maligno
in agguato alla caduta delle difese
tra due amanti uno è asintomatico
contagia l’altro fino al decesso interiore
la stoccata finale all’animale morente
che scalcia sull’arena gli ultimi fremiti
quasi un atto virtuosistico da perfetta tauromachia
e non è un crimine voluto
ma un dolore inferto per cause naturali
una tempesta in mare che provoca naufragi
non è imputabile di nessuna colpa
un albero che ci crolla addosso
non è punibile con il taglio del tronco
dove non c’è premeditazione non c’è reato
è solo una piccola infrazione ai codici umani
il pensiero razionale vigila l’esecuzione
l’eminenza grigia che timbra le sentenze
e stende il verbale delle ammissioni sentimentali
robetta da fotoromanzi - che altro ?
l’archivio tombale delle memorie accoglie le spoglie morali
in questa fossa comune si conclude la vecchia trita storia
d’amore e morte
la rincorsa a perdifiato di tutta una vita
il traguardo mancato
ed è inutile scrivere nomi
ad uno ad uno
tori e matador finiscono lì.

Security

Potessi diventare eroe per una notte
entrare nei tuoi sogni tormentati
combattere i fantasmi del passato
e incrociando le lame
sconfiggerli nel presente
senza dare loro il tempo di chiedersi
chi brandisce la spada e perché
e se al mattino sul cuscino
trovassi un lago di sangue
vorrà dire che sono caduto sul campo
per mano di memorie cattive
in un duello mortale
succede nei romanzi d’appendice
e anche qui dall’altra parte del sogno
non piangere amore
sarò il fantasma bodyguard
ai piedi del letto
per impedire agli intrusi d’infiltrarsi
tra la serratura e la mente
un’occhiata ogni tanto al tuo sonno tranquillo.

Cosmo singolare femminile

Ogni donna è madre del mondo
che lo sia davvero
che lo sia per finta
che lo sia perché lo voglia
che lo sia per caso
fertile o sterile
regina
lavascale
in clausura
sulla strada
donna disprezzata combattuta derisa stuprata
è madre del mondo
religiosa
terrorista
diva
a capo di un’industria
a capo di una banda armata
a capo di un addio acuminato
a capo del sogno collettivo
in qualsiasi maniera
è madre del mondo
nel cielo
sotto i riflettori
nelle guerre
nelle prigioni
tra agi o miserie
tra percosse o carezze
tra amore e disamore
è madre del mondo
il corpo universale
ventre anello di Saturno
vagina incandescente di Mercurio
seni meteoritici e latte di galassia
tutti di una sola madre

Ciao amore

Suona vecchio juke-box suona
compagno d’armi e batticuori
sei un organetto di barberia
Corazzini gira la manovella
al bazar delle anime perdute
rocker crepuscolare ripiegato in sé
via dalla pazza folla
via dalla folle età
cento lire tre canzoni
e il mondo di domani
sfumò tra quelle note.

Metronomo

è una notte di pioggia battente
che ora è ?
del silenzio si è già parlato fin troppo
questo è un silenzio figurato
mi porta la tua forma nel sonno
e ti sveglio qui da me
ti faccio dire cose che non mi dici
ti faccio fare cose che non mi fai
vieni a vedere la pioggia sui vetri
noi siamo là fuori
un’arborescenza piegata dal destino
sotto l’acqua buia
che ora è?
a quest’ora se davvero esisti
mi sostituisci
la solitudine è un letto volante
che precipita nel sogno
nessuno si salva
i sensi allertati
sono capricci atomici che pestano i piedi
attraversano gli spazi
si dilatano
li annullano
appari per non so quale via traversa
io ti rendo espulsa per partenogenesi
l’immaginario soddisfa gli anticorpi
dei mistici
io vengo al banchetto affamato
ho le difese abbassate
sono anche disidratato
abbeverami al tuo ventre
ho crepe di siccità dove non si vedono
che ora è ?
il mio viso è segnato da spacchi
di notte invecchio
ho l’età della luna
che faccia giorno presto
che ora è ?

Notte di follie

Non è più tempo di bellurie formali
lo stile che vola da un geranio alla luna
c’è bisogno al contrario di una trivella
che incida la terra ne liberi i gridi
una voce pesante senza balli di corte
spurgare la grazia strappare i merletti
un frastuono d’assedio sotto le torri
rovesciare il trono del verso compunto
la fine di un monarca che troppo ha regnato
dare ai menestrelli la storia del mondo
dare a giullari la risata plebea
e al poeta di taverna una brocca di vino
mentre Beatrice tra piume e lustrini
scende le scale di un casto sublime
e si scatena al
Crazy Horse.

Prenotazione obbligatoria


Quando sbocca disattenta
la parola in più
che ti strappa il cuore
perché troppo cuore ne porta
difenditi
dimmi di tacere
la parola silenziata sarà meno di niente
guardami ora come già non ci fossi
puoi attraversare l’assenza senza dolore
con la mia voce fai lo stesso
stanne lontano fino a non udirla più
sono solo prove generali
la messinscena di una morte presunta
il poeta è un fingitore
ascolta il consiglio
allenati
picchia duro contro il tempo
perché andrò giù al tappeto
come una vecchia gloria del passato
che non regge le dodici riprese
e cerca la sconfitta premeditata
per renderti tutto più facile
pensami in sottrazione
ti servirà
abituati a cancellarmi
perché accadrà
anticipa la mossa
gioca d’astuzia
tira l’allarme
scenderò dalle tue mani
a una stazione
tu guardami come non ci fossi
cambia ti amo
in
ti ricordo.

 

Mauro Macario è nato a Santa Margherita ligure nel 1947. è poeta, scrittore, regista.
Ha pubblicato 11 volumi di poesia: Le ali della jena (Lubrina, Bergamo 1990), Crimini naturali (Book editore, Ro Ferrrarese 1992), Cantico della resa mortale (Book editore, Ro Ferrarese 1994), Il destino di essere altrove (Campanotto, Pasian di Prato 2003), Silenzio a occidente (Liberodiscrivere, Genova 2007), La screanza (Liberodiscrivere, Genova 2012) Premio Eugenio Montale Fuori di Casa 2012) e  Metà di niente (Puntoacapo editrice, Pasturana 2014, Premio Lerici Pea 2015 per l’Edito), l’opera omnia (1990-2017) Le trame del disincanto (Puntoacapo editrice 2017), Alphaville (2020), L’Opera Nuda (2021), e l’antologia dei suoi testi tradotti La debacle des bonnes intentions in Francia. Ha scritto la biografia del padre Macario un comico caduto dalla luna (Baldini & Castoldi,Milano 1998), e un secondo libro di carattere privato Macario mio padre”(Campanotto, Pasiandi Prato 2008). Nel 2004 esce il suo primo romanzo Ballerina di fila (Aliberti editore, Reggio Emilia, poi Puntoacapo editrice 2021) Premio Il delfino per la narrativa 2021. Suoi sono i testi del libro fotografico Fabrizio De André in volo per il mondo di R. Kohl. 

per avere il libro vai sul sito ciccando QUI

Nikollë Loka omaggio a Jack Hirschman, trilingue



La tua voce

La tua immagine si intreccia con i fulmini,
e tuona la tua voce,
nel tempi bui,
durante le burrasche del tempo,
del secolo che se ne andato,

e dei secoli che arriveranno.

Con la tua voce abbiamo bisogno di pregare,
di adorare il dio uomo,
che il tempo l’ha ignorato,
ma tu l’hai innalzato davanti agli dei
ritto, in verticale di nuovo.

Con la tua voce abbiamo bisogno di parlare,
al sordo quotidiano del mondo,
quella tua voce
rompe codici ingiustamente consacrati,
e supera la morale marcia del tempo.

Eh la tua voce,
un pesante tuono che pesa al cielo,
fulmine che colpisce l'ingiustizia.
Tu voce più fedele del dolore,
tutta le sofferenze umane dispiegasti davanti al cielo,
e nel centro della sofferenza del mondo
hai messo l'uomo.

Zëri yt

Imazhi yt pëzihet me vetëtimat,
dhe zëri yt bubullin,
në kohë të ligë,
shtërngatave të kohës,
të shekulli që iku,
dhe të shekujve që vijnë...

Me zërin tënd kemi nevojë të lutemi,
ta adhurojmë perëndinë njeri,
që koha e nëpërkëmbi,
por ti e ngrite deri përpara zotave,
në vertikale përsëri.

Me zërin tënd kemi nevojë të flasim,
në përditshmërinë e shurdhër të botës,
se zëri yt
thyen kode të shenjtëruara padrejtësisht,
dhe tejkalon moralin e kalbur të kohës.

Eh zëri yt,
një bubullimë e rëndë që i peshon qiellit,
rrufe që godet padrejtësinë.
Ti zëri më besnik i dhimbjes,
të gjitha vuajtjet njerëzore i shpalose para qiellit,
dhe në qendër të vuajtjeve të botës
vendose njeriun.

Your voice

Your image mixes with the thunders
and your voice echoes
in a wicked time,
through its ruins
of a past century
and of those to come…

We must pray in your voice,
to worship the god man
that time has trampled on
but you raised him up before the gods,
back
to standing on his feet.

We need to speak with your voice,
in the dull daily life of the world,
your voice
breaks unjustly sanctified codes,
and overcomes its rotten morals

Your voice
a heavy thunder in the sky,
thunder that breaks all injustice.
You are the most loyal voice of pain
for opening all human pains to the sky
and at the center of these pains of the world
you put man.

Traduzioni in italiano: Valbona Jakova
Traduzioni in inglese: Laureta Rexha

foto Marco Cinque

Nikollë Loka poeta, storico e scrittore albanese è nato il 25 marzo 1960. Laureato presso l’Università di Scutari ha completato a Tirana gli studi post-laurea in pedagogia e la storia dell’educazione; approfondendo le sue conoscenze nel campo delle scienze umane presso l’Università Libera di Bruxelles. Direttore Esecutivo dell’Istituto di Studi Albanesi “Gjon Gazulli” è docente esterno all’Università di Elbasan. Scrive poesie e si occupa di giornalismo. Autore di sette volumi poetici in albanese e un volume poetico in italiano, pubblicato in Albania e un libro di poesie pubblicato in collaborazione con cinque poeti italiani a Roma. Ha pubblicato raccolte di poesie in albanese, oltre che in italiano, inglese, tedesco, rumeno e svedese. Spesso è presente negli ambienti letterari dell’Italia meridionale. Per la sua creatività poetica hanno scritto tante volte i giornali, specialmente quelli della Calabria.

Nikollë Loka, Albanian poet, historian and writer, was born on 25 March 1960. Graduated from the University of Shkodra, completed postgraduate studies in pedagogy and history of education at the University of Tirana, and deepened his knowledge in the humanities at the Free University of Brussels. Executive Director of the Institute of Albanistic Studies “Gjon Gazulli”, docent at the University of Elbasan. He writes poetry and is dedicated to journalism. Author of seven poetry books in Albanian, a poetry book in Italian published in Tirana and a poetry book published in collaboration with five Italian poets in Roma. He has published poetry collections in Albanian, as well as in Italian, English, French, German, Romanian and Swedish. Often he is present in the literary environments of Southern Italy. For his poetic creativity is written several times in Italian newspapers and magazines, especially in Southern Italy.

Nikollë Loka poet, historian dhe shkrimtar shqiptar lindi në 25 Mars 1960. I diplomuar në Universitetin e Shkodrës mbaroi studimet pasuniversitare në pedagogji dhe historinë e arësimit në Tiranë; duke thelluar më tej njohuritë e tij në fushën e shkencave humane në Universitetin e Lirë të Brukselit. Drejtori Ekzekutiv i Institutit Shqiptar të Studimeve "Gjon Gazulli", është professor i jashtëm në Universitetin e Elbasanit. Ai shkruan poezi dhe publiçistikë. Autor i shtatë vëllimeve poetike në shqip dhe i një vëllimi poetik në italisht, botuar në Shqipëri dhe një libër me poezi të botuar në bashkëpunim me pesë poetë italianë në Romë. Ka botuar përmbledhje poezish në shqip, si dhe në italisht, anglisht, gjermanisht, rumanisht dhe suedisht. Shpesh është i pranishëm në qarqet letrare të Italisë së Jugut. Për krijimtarinë e tij poetike është shkruar shumë herë në suplemente letrare të gazetave, veçanërisht në Kalabri.

Tributo a Jack Hirschman


13 dicembre 2021, Jack Hirschman avrebbe compiuto 88 anni. Dalla proposta del World Poetry Movement - Movimiento Poético Mundial abbiamo deciso di organizzare alcuni incontri a lui dedicati da ottobre a dicembre, leggendo sue poesie e a lui dedicate, con alcuni poeti di varie nazionalità. L'ho incontrato diverse volte, organizzando incontri con alcune scuole, ma anche in piazze, teatri o giardini, In queste occasioni ho avuto modo di leggere le traduzioni in italiano, dopo la sua lettura in inglese.
L'avevo 'sfiorato' e letto, senza incontrarlo all'inizio degli anni '80 grazie ai poeti Carmelo Pereira e Nat Scammacca che a Marsala, e altre cittadine in provincia di Trapani, organizzavano incontri di poesia, cui ha partecipato anche Ferlinghetti.
Grazie al comune di Moniga del Garda lo abbiamo premiato e organizzato in quella occasione delle letture con lui in Lombardia. Poi infine nel 2010 l'ho incontrato a Roma, insieme all'amico comune Marco Cinque e da quest'incontro abbiamo stretto una grande amicizia, seguita dagli incontri sopra citati.

Trovavo in lui quella forza interiore che si trasferiva in molti di noi, rendendoci (forse) meno schiavi quando la poesia d'impegno, o di lotta, appariva più semplice, perché più diretta. Quando, soprattutto, riusciva a coinvolgere un pubblico non sempre attento alla grande poesia.

Marco Cinque, io, Alessandra Bava e John Claude Smith. Foto: Dino Ignani

Come aveva peraltro previsto nella poesia Un giorno, ecco che la sua morte ha moltiplicato letture in tutto il mondo e la sua voce ha preso a correre attraverso centinaia di incontri e manifestazioni in presenza e online. Con alcuni amici delle Rome's Revolutionary Poets Brigade, abbiamo realizzato degli incontri a Roma in due occasioni; venerdì 10 settembre e lunedì 13 dicembre, giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni. (da Miss Wine, via degli Angeli 34, Roma), il13 allo storico bar Necci, organizzato da Alessandra Bava (poeta e traduttrice, nonché biografa di Jack).

Bar Necci, foto; Dino Ignani

Alcuni altri incontri le ho organizzati online con scrittori e musicisti da diverse parti del mondo leggendo le poesie di Jack e versi a lui dedicati, ciascuno nella propria lingua, con le traduzioni in italiano: Alessandra Tucci, Ali Al Ameri, Daniela Dante, Era Buçpapaj, Evan Myquest, Marco Cinque, Marcos Vinicius, Matteo Cavicchini, Olimbi Velaj, Poul Lynggaard Damgaard, Uke Buçpapaj, Valbona Jakova.

Il 13 dicembre, infine, l'ultimo incontro, sempre online con poeti italiani e albanesi, sempre con il sostegno dei musicisti, leggendo poesie già pubblicate qualche anno fa in lingua italiana e albanese, tradotte da Valbona Jakova: Beppe Costa, Daniela Dante, Era Buçpapaj, Luan Rama, Marco Cinque, Nikolle Loka, Patrizia Nizzo, Sara Capoccioni, Stefania Di Lino, Uke Buçpapaj, Valbona Jakova e Matteo Cavicchini, pianoforte, Marcos Vinicius, chitarra e Nicola Alesini (sax)

Moltissimi sono i video e le poesie che potete trovare in rete lette dall'Autore
https://it.wikipedia.org/wiki/Jack_Hirschman
https://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Hirschman