giovedì 26 febbraio 2009

Beppe Costa Incontri (Pittori dallo Spazio): Antonella Meloni Corsini, in arte SHIKANU’




Interventi di Antonella Meloni Corsini e Giorgio Pinna.

Un autoritratto dell’artista, attraverso le sue parole, autentiche.

“Cosa dire di me? Inizio a dipingere a 4 anni... apro il mio primo atelier d'arte nonché galleria a soli 17 anni e già mi schiero contro il sistema dei critici d'arte avendo constatato quanto ne fosse corrotto il pensiero (accusata dai critici a soli 16 anni di essere anacronista in quanto surrealista nei contenuti e iperrealista nella tecnica).
Caratteristica costante l'abbinamento della pittura a poesie che ne descrivono il momento ispiratore.
Nel 1995 ne apro un'altra a Parma. La maggior parte dei miei estimatori mi conosce per essere una ritrattista... ho eseguito più di 8000 ritratti a carboncino. Ma prediligo dipingere a olio su tela ricercando e studiando quelli che sono i coni d'ombra dell'esistenza.
Nel 2000 abbandono definitivamente l'attività di gallerista per dedicarmi esclusivamente alla pittura e alla poesia... e a un lavoro part-time come infermiera professionale che mi permette di essere sempre assolutamente autonoma nel pensiero e nei contenuti.
Ho partecipato a innumerevoli mostre di cui preferisco non far menzione per scelta personale... sono solo fumo negli occhi… apprezzatemi per ciò che vedete non per ciò che vi elenco.
Altra cosa da dire... alcune mie opere hanno la doppia firma... altre solo Shikanu'... altre solo Antonella Meloni Corsini... ma sono tutte dotate di certificato di autenticità.”




Una presentazione dell’artista, grazie a un’intervista concessa a Giorgio Pinna:

IN “ARTE” SHIKANU’…
Antonella Meloni in arte Shikanu’, è quella che si può definite un’artista, nel vero senso della parola. Pittrice, autrice di testi e di poesie, porta avanti un percorso artistico di notevole valore. Ciò che a me attira personalmente è la messa in scena del volto umano, ambiguo, bellissimo, angelico e allo stesso tempo provocante, sorpreso a celebrare se stesso e colto nella possibilità di essere anche altro da sé. Nella sua pittura come nei suoi testi, c’è la necessità di far diventare conscio ciò che prima era inconscio, di rappresentare quelli che sono i coni d’ombra dell’esistenza, come il dolore, descritto nei suoi aspetti più nascosti, ma non solo. Nella sua tela nasce quasi spontaneamente quella dimensione tra la veglia e il sogno, dove l’animo si mette completamente a nudo, ma senza mai abbandonare quella dignità tipica dell’essere umano. I suoi testi parlano di ciò che potrebbe essere ma non è, dando vita ad una sorta di utopia Blochiana che tende verso un futuro, si spera migliore.
D:Quale è, secondo te, il rapporto tra pittura e scrittura?
R:Credo che tra scrittura e pittura ci sia un rapporto di solidarietà che unisce le finalità dei due modi di esprimersi. La poesia si libera del visibile per lasciare spazio alle rappresentazioni interiori di ciascun fruitore... io leggo e immagino, la pittura si libera dei segni verbali che impediscono di accedere al significato in maniera profonda, io vedo, quindi vivo l'esperienza senza intermediari. E' come leggere un libro immaginando le scene o come vedere un film senza aver mai letto la storia. Quando guardi un film di cui hai già letto il libro da cui è tratto lo percepisci condizionato da ciò che hai già letto. Ecco perché parlo di rapporto di solidarietà; perché nel mio caso spesso i due modi di esprimersi si sostengono a vicenda.
D: Che rapporto hai con i mercanti e con i critici d’arte?
R: Un pessimo rapporto con i mercanti. Non esiste al mondo un mercante d'arte che non tenti per esigenze di mercato di condizionare l'estro di un artista sia nei contenuti che nei tempi di produzione. In tanti si definiscono artisti ma sarebbe più corretto definirli artigiani. L'arte vera necessita di ispirazione pertanto non credo alla genuinità di un'opera che deve fare i conti con tempi scanditi da frettolosi commercianti. Ancora peggiore il rapporto con i critici d'arte... i critici sono in bilico fra l'esaltazione del tecnicismo e la fisionomia degli interessi del mercato, per cui più che critici sono dei veri e propri manager più vicini al marketing che all'artista. Evito quindi qualsiasi rapporto con le due categorie preferisco il rapporto diretto con l’estimatore finale. La dote più pregevole di un'opera pittorica sta nella sua universalità non occorre nessun traduttore del mio sentire dal momento che io stessa a distanza di tempo vedo nelle mie opere cose diverse da quando le avevo create. Il fruitore finale dell'opera è l'unica persona che può definire le emozioni che se ne ricavano e ogni giorno scoprirà quanto esse siano mutabili nel tempo.
D:Quali sono le principali tematiche che si possono trovare nei tuoi testi?
R:L'amore, la morte, la fratellanza... la fatica di vivere e di comunicare sono i miei temi ricorrenti.
D:E’ mai successo che un tuo quadro abbia ispirato un testo o viceversa?
R: Solitamente ho prima una immagine visiva che mi ispira a dipingere e che successivamente mi spinge a scrivere ma spesso capita anche che una musica sollecita delle emozioni che scrivo subito di getto e mentre sto scrivendo già immagino con che colori e con che forme potrei rappresentare il tutto. Ho molta immaginazione... guardo dentro di me come se vedessi tanti fermo immagine che attendono solo di essere resi noti.
D:Nella tua pittura segui in genere una linea guida o rappresenti ciò che al momento ti ispira?
R: Rappresento ciò che al momento mi ispira ma mi rendo conto che ad ispirarmi sono sempre le solite cose e cioè l'essere umano i suoi dubbi, le sue passioni, la sua luce interiore e paradossalmente sono particolarmente attratta dai contrasti netti delle ombre… anzi... forse le ombre sono per me il vero pungolo... dove c'è un'ombra marcata non c'è mai il nulla c'è sempre nascosto qualcosa!
D:Il dolore è una ricca fonte d’ispirazione?
R: Oh si! Il dolore è sempre stato molto ispirante... il dolore è un ombra!
Mi ha caratterizzato la vita fin da piccola e spesso mi ritrovo a pensare che sia un enorme dono concesso soltanto a chi può capirlo.
D:Non pensi che al giorno d’oggi il concetto di bellezza nell’arte sia del tutto relativo, basti pensare all’esempio della “ Merda d’artista “ di Piero Manzoni che è arrivata a costare cifre elevatissime.
R: Il concetto di bellezza intesa come godibilità di un'opera d'arte (sia essa pittorica, letteraria o musicale) non corrisponde al suo valore immutato nel tempo, ma caso mai a differenti modi d'uso e di "captazione" che corrisponde alle diverse personalità di chi giudica l'opera. Come ho detto prima le sensibilità evocate non sono immutabili nemmeno nello stesso artista che si fermi ad assaporare il proprio operato a distanza di tempo. Non esiste una Università che possa darci un titolo per acquisire maggior gusto rispetto ad altre persone. Ergersi a giudice della espressività umana senza mettere in conto le oscillazioni del gusto equivale alla pretesa di uniformare la società a un unico sentire… il proprio. Ma (e qui un po’ mi contraddico) dubito fortemente che l’acquirente delle produzioni corporali ( perché di questo si tratta) del Manzoni avesse trovato un qualcosa di estetico in quel genere di provocazione. Ma del resto ci sono milioni di mosche che sarebbero pronte a sostenere il contrario di quello che dico. E allora resta il dubbio se gli estimatori di Piero Manzoni siano solo vittime inconsapevoli entrate nel giro perverso del marketing che ruota attorno all'arte o se si tratta di veri intenditori più appartenenti al genere dei Ditteri che al genere umano.
D:Questo vale anche per molti testi che attirano solo per la loro banalità e semplicità, mentre un tipo di scrittura più complessa rischia di essere incompresa e abbandonata?




R: A tutti capita prima o poi di sentir "risuonare" nella testa una musichetta, un ritornello, ascoltati magari per caso molto tempo prima. Quasi ci perseguita e la ripetiamo in continuazione, mentalmente o canticchiandola. Anche la canzone agisce come un attivatore dell'acquisizione del patrimonio linguistico di ciascuno è il potere della canzone di "incollarsi", di fissarsi nella mente!!! La musica lascia una traccia profonda nella memoria, e di conseguenza, con essa, restano più facilmente impresse le parole associate. Credo che un buon testo se si accompagna a una buona musica non corre alcun rischio di essere abbandonato, purtroppo succede troppo spesso di sentire ottimi testi associati a musiche terribilmente noiose e allora è preferibile leggere un buon libro o ascoltare stupide parole con musiche fantastiche. Alcuni miei testi sono nati sulle melodie bellissime di canzoni sciocche e poi affidati a musicisti in gamba ignari di questi passaggi.
D:Gentile diceva che l’uomo diventa immortale grazie alla sua arte, che ne pensi.
R:Ah magari fosse vero! Credo che neppure l'arte resti immortale. Proprio per riallacciarmi a quanto sostenuto prima... il contenuto di un'opera varia nel tempo in funzione di chi ha davanti quindi l'opera resta... col nome... soltanto il nome del suo creatore e senza più neppure il suo significato primitivo.
D:Quali sono i tuo prossimi progetti sia nella musica che nella pittura?
R: Nella musica continua la mia collaborazione con Giuseppe Idile (in arte Capitano) che ritengo sappia vestire i miei testi con la musica più adatta affinché la forbice fra la mia iniziale spinta emozionale e la percezione dell'opera finita sia ridotta al minimo. Continuerò a collaborare con i Souls of Diotima che ritengo un gruppo molto idoneo sia per le vocalità che per il genere musicale per esaltare i miei versi. Ho in cantiere un cd con Giacinto Bolognese e altre collaborazioni con artisti vari in Italia, in Spagna e anche qui sull'isola (I Nur stanno per uscire con un album che comprende un mio testo). Nella pittura ho in programma una mostra alla "Pellicanolibri" di Roma grazie al grande Beppe Costa, da Febbraio a Giugno, più altre due mostre per il 2009 a Bologna e a Biella e per il 2010 a Forlì.
Continuano le collaborazioni con musicisti e scrittori per l'illustrazione delle copertine dei libri e dei cd. Intanto sto già immaginando una personale a Sassari in data da definire dove le luci e le ombre dei volti sardi siano un'occasione per sentirmi ancora figlia di questa terra.

Lo Space di Shikanu’ è: http://www.myspace.com/shikanu/

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Le opere di Antonella Meloni Corsini SHIKANU’, sono in mostra alla Pellicanolibri da lunedì 2 febbraio 2009 e fino a tutto giugno 2009.

Ingresso Libero

Libreria Pellicanolibri, CASALOTTI
Via gattico, 3
ROMA,
Italia
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