
La tecnica, certamente acquisita dalla Celletti si somma alla magia, alla fantasia, all’invenzione che, ogni volta trasforma e trascina allo stesso tempo, chi ha avuto anche la fortuna di ascoltarla dal vivo.
A questo si aggiunge il ‘carattere’ giocoso ma allo stesso tempo duro con se stessa, sorridente ma attenta alle ‘buche’; insomma con la consapevolezza che, chi sceglie di dedicarsi all’arte nel nostro paese, non debba aspettarsi riconoscimenti che non siano vissuti e sofferti sulla propria pelle; questo ad Alessandra (che sa) né a me importa molto.
Ciò che conta è ciò che offre a noi e a se stessa: la musica come vita e vitalità, come strumento (in questo caso il pianoforte) come parte del proprio corpo che diventa anche estensione infinita.
Si può conoscere meglio e più accuratamente leggendo il libro “Paraphernalia”, curato da Massimo Marchini, un inno alla gioia e alla personalità della Celletti, uscito contemporaneamente allo splendido cd “Sustanza di Cose Sperata”.
Tanti i suoi dischi e tanto diversi l’uno dall’altro perché, come scrivevo, l’artista non ama fermarsi a qualcosa che ‘funzioni’, bensì si cimenta e sperimenta altri modelli e stili, dedicando ampio spazio all’esecuzione di musicisti quali Philip Glass “Metamorphosis”, o Galuppi, Roedelius fino ad uno degli ultimi Gnac “The Red Pages”, dove un’atmosfera francese prende il posto di quelle inglesi e americane già presenti in altre opere.
Come lei stessa scrive vive nel suo ‘disordinato ordine’: fra fiaba e realtà dove assieme al pianoforte si trovano animali, veri e di stoffa, in una sorta di vortice di colori che prendono parte essenziale nella sua musica.
Posso affermare con pochi dubbi che ci si trovi davanti a una dei più grandi musicisti di tutti i tempi, proprio perché la strada percorsa, sebbene abbia avuto un inizio, non si prefigge la fine: un sentiero infinito verso quell’orizzonte che appare ma, mentre cerchiamo di raggiungere, si allontana sempre più e ogni composizione aggiunta sarà un albero che ne illumina e colora il percorso.
Ecco adesso quest’ultimo piccolo gioiello: “Crazy Girl Blue”.
(b.c.)
"di me, di altri, ancora"
incontro con poeti pittori musicisti attori perditempo & affini
17 febbraio - 10 giugno 2012
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