mercoledì 10 settembre 2014

Uomo da "Impaginato per affetto", 1989

Impaginato per affetto, è un libro edito nel 1989 da Pellicanolibri
con la prefazione di Giacinto Spagnoletti, vincitore l'anno seguente del Premio Alfonso Gatto
Il testo è esaurito da tempo, riporto qui la lunga poesia del 1967 che è stata anche il canovaccio per uno spettacolo teatrale, portato in giro per le scuole siciliane agli inizi degli anni '70 dal regista Franco Calogero.

Uomo

1989. Premio Alfonso Gatto 1990
Ha dovuto attendere che si sistemassero mondi
Ha dovuto attendere che si sistemassero continenti
Ha dovuto attendere che si placassero mari
Ha dovuto attendere che nascesse luce
Ha dovuto attendere che risorgessero terre poi
infine
è arrivato lui
Uomo nudo
Ha dovuto lottare per potersi cibare
Ha dovuto lottare per potersi coprire
Ha dovuto lottare per non essere ucciso
ed ha atteso sempre la fine della lotta
che con la morte infine è venuta
poi
ha di nuovo atteso di rinascere
Ed è rinato
è rinato in lui il problema del cibo
ed ha pianto
è rinato in lui il problema di coprirsi
ed ha pianto
è rinato in lui il problema di non essere ucciso
ed è morto
Di nuovo ha atteso
Ed è rinato
e con lui è nato il problema di credere
aspettava
e con lui è nato il problema di amare
aspettava
e con lui è nato il problema di uccidere
ed è morto
Così i giudici hanno cominciato il giudizio
Lo hanno giudicato perché non credeva
ma a lui è accaduto
Lo hanno giudicato perché rubava
ma a lui è accaduto
Lo hanno giudicato perché uccideva
ma a lui è accaduto
E altri uomini in terra in consiglio riuniti
giudicavano quelli che erravano dietro loro consiglio
A loro era accaduto di rubare per fame
A loro era accaduto di rubare per amore
A loro era accaduto di uccidere per difesa
A loro era accaduto di non credere in dio
A loro era accaduto di non sperare nei simili
E giudici ne chiedono morte
ma loro non fuggono dinnanzi
al consiglio di amministrazione umano
loro non fuggono dinnanzi
al consiglio di amministrazione divino
a lui a loro era accaduto
No non avevano colpe
Signori decidete inferni o paradisi
decidete libertà o prigioni ma grazie
lui uomo
loro uomini sono abituati ad aspettare
Aspetteranno in silenzio
Aspetteranno di rinascere
Aspetteranno episodi migliori
Aspetteranno di passare per buoni
Buoni se
incontreranno per strada avvenimenti buoni
se incontreranno per strada amore
se incontreranno per strada cibo se
non incontreranno cannoni se
non incontreranno omicidi
se incontreranno giudizi di dio

Dovrai rispettare le leggi
di chi?
Dovrai rispettare purezza
di chi?
Dovrai rispettare amore
di chi?
Dovrai rispettare silenzio
di chi?
e poi
dovrai chiedere consiglio
a chi?
Dovrai meditare
dove?
Dovrai stare raccolto
quando?

Se incontrate per strada un ladro che ruba
dategli la mano siete lui!
Se incontrate per strada un albero
siategli amico siete lui!
Se incontrate per strada l’amore
amatelo siete voi!
e voi giudici che giudicate col metro con la bilancia
siete gli eletti
e voi deità che offrite inferni e paradisi
aspetterete anche voi

Aspetterete di giudicare colpevoli non li trovate?
li inventerete!
Aspetterete una battuta di mano
non l’avrete?
la inventerete!
Poveri giudici eletti!
Forse aspettate che qualcuno vi ami?
Forse aspettate di dare buon esempio
o aspettate anche voi invano la vostra legge
che vi ha condannato
ed aspettate la morte per
poter rinascere anche voi
poter rubare anche voi
poter uccidere anche voi
poter amare anche voi
poter essere giudicati anche voi
e pietà
amore
per chi non ha vestito per coprirsi
 per chi non ha madre cui dare affetto
per chi non ha donna da amare
per chi non ha pane da mangiare
per chi non ha figli da crescere
per chi non ha gambe per camminare
per chi non ha occhi per vedere
per chi non ha braccia per stringere
e pietà amore pietà
per chi soffre per incomprensione
per chi soffre per disperazione
per chi soffre per presunzione amore pietà
dal giudice all’uomo qualunque
dal ricco al povero
dal bianco al negro
dal dio all’essere umano


E l’uomo nasce in mezzo agli alberi
percorre sentieri fra canti d’animali
E l’uomo trasforma alberi in appartamenti
e non è contento
trasforma sentieri in strade asfaltate
e non è contento
Trasforma canti d’animali in assurdi rumori
e non è contento
Di chi la colpa?

Nel grembo di una madre c’era il buio ed era felice
nel gioco bambino cominciò ad indispettirsi ma era felice
poi chi gli ha parlato? chi l’ha reso diverso? Divenne grande
le braccia della madre non lo sorreggevano più cominciò a preoccuparsi
Divenne grande
le parole che prima non capiva adesso conobbe cominciò a preoccuparsi
Divenne grande
le braccia protese al cielo pregò cominciò a preoccuparsi
Nessuno rispose
Crebbe e si confuse completamente
Cominciò a ricordare quand’era nel buio e rimpiangeva
Amore chi condanna?
Per sapere chi condannare occorre capire chi è colpevole
E colpevole colui che ha rubato


È colpevole colui che s’è lasciato rubare
È colpevole colui che ha ucciso
È colpevole colui che s’è lasciato uccidere
È colpevole colui che ha amato
E colpevole colui che non ha amato
È colpevole colui che ha creduto
È colpevole colui che non ha creduto
È colpevole colui che ha creato animali
È colpevole colui che li ha distrutti
e nessuno è colpevole e allora?
Bisogna amare il buono
Bisogna amare il cattivo
Bisogna amare la vita
Bisogna amare la morte
Bisogna amare la pace
Bisogna amare la guerra
Bisogna amare colui che ama
Bisogna amare colui che non ama
Amare
anche se l’amore non è capito
anche se l’amore non è corrisposto
anche se
chi tu ami ti tradisce se
chi tu ami ti odia se
chi tu ami ti uccide
amare nello stesso modo
Lui loro i giudici dio
allora potranno finalmente imparare
a vivere senza rubare
a vivere senza odiare
a vivere senza ammazzare

(1967)






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