La Notte della Poesia VI Edizione - Venafro 2023

La VI edizione de La Notte della Poesia ha ottenuto un successo strepitoso, di pubblico, di attenzione, di empatia.
La serata, iniziata con la lettura della struggente poesia di Beppe Costa dedicata a Francesco Giampietri e impreziosita dalla musica del Maestro brasiliano Marcos Vinicius (chi ha avuto l'onore di godere del suo talento indiscusso siamo certi che non sarà più in grado di dimenticarlo) ha conquistato tutti offrendo spunti di riflessione e strade maestre tese a perseguire l'idea di quella felicità semplice che solleva dalle ambasce dell'abbrutimento morale e sociale.

Nguyen Chí Trung, Dovremmo vedere

 

Dovremmo vedere (II)

 a Tobías y Juana B.

Dovremmo vedere che tutti i
“dovremmovedere” altro non sono
che verità che restano dietro la foschia.
Ci aiutano ad avere pietà con e dentro questa vita.

Ci aiutano ad affliggerci di giorno
e a non dormire durante la notte
e a sopportare la tristezza fino al punto
che appaia la profondità delle apparenze.

Ci aiutano a vedere nella nebbia,
ci fanno vivere senza sapere cosa sia.
ci aiutano, talvolta, a non aver più fiato,
ad annegare ai confini dell’esistenza.

Ci fanno percepire la miseria primordiale
dimenticata nel tempo della carne.
Ci aiutano a farci un’idea della regione al di là
della vita, pur dovendo sopportarne la gravità.

Ci aiutano a non prostituirci oltre misura,
a non mentirci per un più semplice passaggio.
Non ci aiutano, qui, a vaneggiare qua e là tutti arroganti
all’inizio di una strada, alla fine di un mercato.

Ci aiutano a sapere: dove siamo,
ci incontriamo nelle strettezze di un legame – il vicolo cieco.
Nella gioia di vivere o soccombere: due scene
d’una assurda tragedia che perdura.

Ci aiutano a sapere: se la durata è lunga una manciata
di secondi o trentaseimila giorni, ed è sempre la stessa.
Qual è l’estensione di “lungo” per poter essere considerato tale?
E quanto dovrebbe essere leggero per essere “leggero”; quanto?

Ci aiuta a sapere com'è essere abbattuti
in mille vicissitudini, in un solo lungo ritorno, fino a
che tutto sia penetrato nell'anima, assorbito dalla carne,
finché le mani i piedi il cervello non ci contengano più.

Ci aiutano a sentire un po' di malinconia
dopo l’amena festa in cui nessuna possibilità ci è riservata
di raggiungere un freddo e vacuo istante dentro di noi
in cui ci troviamo di fronte al fatto che non siamo niente.

traduzione dallo spagnolo di  Vito Davoli

VENAFRO - Notte della Poesia 2023 di Marco Cinque

Dopo la sbornia di versi e note che hanno accarezzato le pietre dei muri di quella bomboniera di bellezza che è la piazzetta dell'Annunziata, a Venafro, siamo qui a fare un consuntivo, a rimettere assieme pensieri ed emozioni scaturite dalla notte dedicata a Francesco Giampietri che, in qualche modo, era lì presente, felice di vedere che il seme da lui piantato continuava a germogliare, nutrendosi del desiderio di trasformare la sua città in una culla di incontri, bellezza, cultura, umanità. Ed io, adesso, con queste parole sto cercando di fare un resoconto che, già so, non potrà mai essere all'altezza di ciò che si è vissuto assieme così intensamente, così profondamente.

Di questo sogno realizzato che, mi auguro, continuerà ad essere sognato, Beppe Costa è stato l'artefice, il direttore d'orchestra che ha seguito passo dopo passo tutto il viaggio, nel ripido e faticoso cammino per raggiungere la meta; ma per rendere possibile questo piccolo grande traguardo, Alessia Giampietri (sorella di Francesco) e Federica Passarelli, infaticabili attiviste dell'associazione culturale Venus Verticordia, hanno lavorato davvero tanto, scalando difficoltà di non poco conto. E ci hanno creduto talmente che hanno trasformato l'impossibile in una realtà che oggi possiamo raccontare con l'emozione e il riconoscimento che merita.

Tra le cose più preziose brilla la grandezza di due artisti come Marcos Vinicius e Claudio Luongo, che hanno offerto la loro arte musicale restando, come si suol dire, “uno di noi”. E infatti nessun piedistallo, nessuna distanza si è percepita tra chi suonava e chi ascoltava, perché gli artisti veri, quelli più grandi, non hanno bisogno di indossare i panni luccicanti del personaggio, ma preferiscono restare persone, diventando quindi anche maestri di vita, modelli di bellezza da seguire, sostenere e tutelare. Posso dire che grazie a loro l'incontro ha acquisito uno spessore artistico e umano di assoluto livello.


Gli ospiti intervenuti, il pubblico che ha partecipato, gli sponsor, i tecnici e i volontari che hanno offerto tempo e sostegno concreto, tutti loro hanno contribuito in maniera determinante e sono stati tanto preziosi quanto necessari. Oltre Beppe Costa, Marcos Vinicius, Claudio Luongo e il sottoscritto, sul palco si sono succeduti la quindicenne cantante barese Denise De Giglio, che riceve il Premio Pellicanolibri “Giovane talento” - targa e borsa di studio, Giuditta Di Cristinzi, che ha coordinato la serata introducendo gli ospiti e Rocco Viccione, che ha aperto l'incontro leggendo un'intensa poesia di Beppe Costa dedicata a Francesco Giampietri, sulle note della chitarra di Vinicius, che ha improvvisato un'interazione densa e coinvolgente.

Inoltre, l'assistenza puntuale e precisa del fonico Gianni di Chiaro è stata fondamentale per la riuscita dell'evento, così come anche la disponibilità di Kristin Diamond Stella, che ha presidiato il banchetto dei libri. Devo pure dire che sono rimasto piacevolmente sorpreso dall'intervento del sindaco di Venafro, che è stato di una sintesi ammirevole, perché non ha voluto togliere spazio e tempo alla poesia e alla musica; ma la cosa più importante è che poi si è seduto tra il pubblico ad ascoltare - una cosa che, per mia personale esperienza, non accade molto di frequente, mostrando così una sensibilità e un'empatia fiori dal comune.

Tra il pubblico, che per partecipare alla serata ha dovuto inerpicarsi per le stradine del centro storico di Venafro, anche la presenza di amiche e amici venuti da fuori, come Antonio Vanni e Simone Principe o chi, come Sara Capoccioni, non è riuscita ad arrivare perché nella foga di raggiungerci si è fatta male a un ginocchio. Per non parlare di tutte le persone che non potevano esserci ma che ci hanno seguito comunque, grazie alla preziosa collaborazione di Zona Rossa Webtv, che ha curato la diretta dell'evento.

I libri che avevamo portato per il reading contro la guerra sono stati venduti tutti. Certo, avevo spiegato che il volume SignorNò, oltre ad avere una funzione culturale e divulgativa, serviva anche a sostenere concretamente una causa umanitaria, ma non pensavo che si esaurissero tutte le copie disponibili. Davvero una gran soddisfazione, perché la generosità dei partecipanti è stata a dir poco meravigliosa.

Ammetto che prima che l'evento iniziasse, controllavo continuamente le condizioni meteo e un po' di pioggia nelle previsioni sembrava dovesse arrivare. Invece, già dalle prove tecniche dei suoni, spirava solo un venticello insistente e il cielo restava aperto. Ho immaginato che, da qualche parte lassù, Francesco stesse soffiando per sgomberare le nuvole, per permetterci di celebrare al meglio la serata. Così è stato: la pioggia poi è arrivata in abbondanza, ma ormai era notte inoltrata. Grazie Francesco, forse è solo una suggestione, ma mi piace pensare che sia andata così.



Il giorno successivo siamo stati coccolati come figli dalla famiglia Giampietri. Alessia e Federica ci hanno accompagnato lungo i suggestivi vicoli storici del borgo poi, coi genitori di Alessia, siamo stati ospiti per un pranzo luculliano. Finita qui? Nemmeno per sogno. Io e Beppe siamo stati riaccompagnati fino a Roma da Lello Pascale, che già era venuto a prenderci a domicilio all'andata. Cosa si può desiderare di più se oltre alla poesia, alla musica, all'impegno sociale e al buon cibo, le relazioni che ti vengono riservate sono così belle, così impagabili?

Per quanto ciascuno di noi possa essere diverso e avere le proprie idee, quando l'essere umano torna ad essere umano, ti accorgi di far parte della stessa famiglia, ovunque tu sia e malgrado le differenze. La poesia e la musica sono state le ali di questo viaggio che ci ha riportati a noi stessi, al senso delle cose, a ciò che vale la pena di ritrovare in ogni luogo e in ogni tempo. La notte della poesia di Venafro è stata l'alba dei nostri sorrisi e il risveglio ci ha ritrovati tutti più vicini. Sono certo che gli arrivederci che ci siamo dati sono una promessa che verrà mantenuta.

Marco Cinque testo e foto



Venafro: Notte della Poesia 2023

"È tempo della Notte della Poesia. La notte di chi non si stanca, nonostante i capricci del mondo, di ricercare la bellezza. E di condividerla in piazza, magicamente"

Dopo cinque anni, venerdì 30 giugno alle 21:30, la sesta edizione de 𝑳𝒂 𝑵𝒐𝒕𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑷𝒐𝒆𝒔𝒊𝒂 tornerà ad occupare quel luogo magico, amico dei ricordi, che è la piazzetta dell'Annunziata. Si presenterà come una commistione di arti diverse mosse tutte dall'amore per la cultura.

Con la collaborazione del poeta 𝐁𝐞𝐩𝐩𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐚, 𝑉𝑒𝑛𝑢𝑠 𝑉𝑒𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑖𝑎 è lieta e onorata di presentare al pubblico della piccola città l'estro musicale del Maestro 𝐂𝐥𝐚𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐋𝐮𝐨𝐧𝐠𝐨, autore di un recente album, 𝐶𝑙𝑜𝑢𝑑𝑦, un'opera straordinaria, intimista, tesa a scandagliare nell'ascoltatore un percorso emotivo, lavoro sublime che realizza la perfezione assoluta in musica.
𝐿𝑎 𝑁𝑜𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑃𝑜𝑒𝑠𝑖𝑎 ospiterà poi il poeta, giornalista e musicista 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨 𝐂𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞 che attraverso le pagine del libro 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑁𝑜! - contenente poesie, pensieri, sfoghi contro la guerra - saprà offrire lo strumento universale in grado di seminare la pace: quello della parola poetica con cui si esprime la dignità dell'uomo. Il libro è impreziosito dalla voce dell'astrofisica Margherita Hack che nella prefazione insegna: Signornò! È la rivolta al Signorsì, all'obbedienza cieca e assoluta che si richiede ai militari. Se i popoli gridassero ai governi Signornò, forse la pace avrebbe la possibilità di vincere contro la guerra.
La complicità delle anime belle si delineerà ancora attraverso il virtuosismo di un chitarrista brasiliano, compositore talentuoso e maestro di fama mondiale: 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐨𝐬 𝐕𝐢𝐧𝐢𝐜𝐢𝐮𝐬, punto di riferimento del chitarrismo internazionale e ammirato dall'indimenticato Ennio Morricone, regalerà alla notte della poesia l'incanto e la magia delle sonorità d'oltreoceano.

Ukë Buçpapaj: 𝘘𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘳𝘪𝘦𝘴𝘤𝘪 𝘢 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘳𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢

Ukë Buçpapaj

QUANDO NON RIESCI A VIVERE LA VITA

1

Dormire nella vita
La siccità
Uccide i fiumi
La vita nel sonno
La siccità dei fiumi
Brucianti letti e rive
Acque, onde e flussi che bruciano

2

La vita nella palude
Un fiore imprigionato
Il suo profumo dimenticato nella montagna
Il suo colore trasformato in un monaco


Nguyen Chi Trung Poema freddo

 

Nguyen Chi Trung una voce nostalgica che cerca risposte sulla dolorosa permanenza dell’uomo sulla terra. Benché conosciuto anche per la sua lirica erotica e d’amore, l’arteria primaria di Trung è esistenziale; la sua è poesia di domande filosofiche, rivolte a capire il perché, il come, il quando, il da dove e il verso dove dell’uomo e di tutto ciò che lo circonda. Qui offriamo un assaggio di Venti, quelle pagine che si fanno vento, alito celeste che trasporta i ricordi e la materia verso il regno del nulla.

Nato in una città sulla costa nel Vietnam del sud, è cresciuto a Saigon. Negli anni sessanta, grazie ad una borsa di studio, Chi Trung si reca in Germania per studiare filosofia, matematica e meccanica applicata. Ha lavorato come ingegnere fino al 1997. Vive attualmente a Stoccarda e fa lo scrittore. Scrive sia in tedesco sia in vietnamita e traduce poesia nella lingua vietnamita. È riconosciuto come uno dei grandi poeti viventi del suo paese, l’unico esponente della sua generazione. Nel 2013 è uscita una raccolta dei suoi testi poetici a Saigon in sette volumi. Quest’anno è in uscita la prima edizione italiana di Venti presso Samuele Editore.

Dal sito: http://www.minervaonline.it


Beppe Costa: Un utopista senza speranza! di Era Buçpapaj

Credo che ci siano sempre stati poeti che hanno raccontato la storia dell'umanità, molto più bravi degli storici, ed è proprio in questo campo che dovremmo essere formati: confessare ciò che i media sembrano non sapere, essendo sempre più al servizio dei governanti, mentre il poeta deve essere sempre rivoluzionario. In molti paesi, le prigioni sono piene di poeti: voci uniche che molto spesso 
rappresentano il dissenso".

D. Quando hai iniziato a scrivere poesie? 

R. Credo sia iniziato dalla scuola elementare, le avventure di Ulisse, raccontate nell’Iliade di Omero, spingevano a raccontarmi nelle disavventure mie e della mia famiglia, forse 8 anni.

D. Quali sono le tue fonti di ispirazione per scrivere poesie?  

R. Non credo sinceramente alla ispirazione, più che altro mi colpivano drammi che vedevo attorno già in famiglia ma anche le disavventure e gli amori che notavo a scuola. Mi colpivano soprattutto le storie seppure sempre eguali e sempre piene di tristezze.Erano tempi di ricostruzione dell’Italia successivi alla guerra e che sentivo profondamente ancora vicina.

D. Esiste un poeta o una poesia che ti ha ispirato in particolare? 

R. Ricordo che dovevo operarmi e chiesi a mia madre le poesie di García Lorca. In genere all’inizio è stata la poesia francese e spagnola che trovavo anche molto musicale, con ritmi e temi che mi affascinavano, in seguito l’interesse si è via via allargato alla scoperta di poeti sudamericani, una serie di amicizie fondamentali per me, mi hanno fatto scoprire la poesia delle donne,  troppo spesso taciuta dai grandi editori dei miei tempi.

D. Qual è la poesia che hai scritto che rappresenta di più te stesso come poeta?  

R. In genere le poesie che trattano proprio il tema della poesia e dei poeti, l’ho scritta oltre 40 anni fa e si conclude in un verso “sublime la poesia quando non è egoista”. Un tema universale che oggi troppo spesso sembra la si ostenti ed es9bisce. 

D. Pensi che la poesia abbia la capacità di influenzare la società e la cultura in cui viviamo?  

R. Non ci credo, ma dobbiamo pensare che sia così, altrimenti nessuno più scriverebbe. Più sicuro è che per alcuni è fondamentale descrivere ciò che molti pur avendo occhi e orecchie sembrano non sentire, come una umanità sempre in modalità coma di cui nessuno sembra accorgersi. Guerre, danaro, natura e la tenerezza sembra sparire. Ecco che allora per chi scrive diventa necessità primaria.

D. Pensi che i poeti abbiano una responsabilità sociale quando si tratta di scrivere poesie?  

R. Credo che sempre siano stati i poeti a raccontare la storia dell’umanità, molto meglio degli storici e, quindi, su questo terreno occorre tornare: raccontare ciò che i mass media sembrano non sapere, sempre più asserviti al potere, mentre il poeta è sempre un rivoluzionario. In molti paesi le carceri sono piene di poeti e di scrittori: voci uniche spesso a rappresentare il dissenso.

D. Quali consigli daresti a chi vuole iniziare a scrivere poesie e vuole migliorare le proprie capacità in questo campo? 

R. Sembra banale ma consiglio di leggere e leggere sempre anche ciò che viene pubblicato quasi in sordina, oggi la grande editoria non offre granché in tal senso, molti autori del “mio” passato non vengono più pubblicati. Diventa sempre più difficile forse per la grande abbondanza di versi che la rete offre, ma in questa grande confusione si possono trovare perle nascoste.

D. Infine, Come ti descriveresti come poeta?

R. Credo questa sia una domanda cui non saprei rispondere. Scrivo spesso per mettere in guardia, cercando di mantenere la speranza verso un mondo migliore che io stesso non ho più da anni: un illuso!

Era Buçpapaj

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