Poeti: Fernando Pessoa



Quel che mi duole non è

Quel che mi duole non è
Quello che c’è nel cuore
Ma quelle cose belle
Che mai esisteranno.

Sono le forme senza forma
Che passano senza che il dolore
Le possa conoscere,
O sognarle l’amore.

Come se la tristezza
Fosse albero e, una ad una,
Le sue foglie cadessero
Tra il sentiero e la bruma.

Chi sogna di più

Chi sogna di più, mi dirai —
Colui che vede il mondo convenuto
O chi si perse in sogni?

Che cosa è vero? Cosa sarà di più—
La bugia che c’è nella realtà
O la bugia che si trova nei sogni?

Chi è più distante dalla verità —
Chi vede la verità in ombra
O chi vede il sogno illuminato?

La persona che è un buon commensale, o questa?
Quella che si sente un estraneo nella festa?

Quando ero giovane, dicevo a me stesso

Quando ero giovane, dicevo a me stesso:
Come passano i giorni, a giorno a giorno,
E niente di ottenuto o progettato!
Più vecchio dico, con ugual fastidio:
Come, uno dopo l’altro, i giorni vanno,
Senza nulla di fatto e nulla nell’intenzione!
Così, naturalmente, invecchiato
Dirò, e con ugual voce e senso:
Un giorno verrà il giorno in cui ormai
Non dirò più niente.
Chi niente fu né è non dirà niente.

L’amore, quando si rivela


L’amore, quando si rivela,
Non si sa rivelare.
Sa bene guardare lei,
Ma non le sa parlare.

Chi vuol dire quel che sente
Non sa quel che deve dire.
Parla: sembra mentire…
Tace: sembra dimenticare…

Ah, ma se lei indovinasse,
Se potesse udire lo sguardo,
E se uno sguardo le bastasse
Per sapere che stanno amandola!

Ma chi sente molto, tace;
Chi vuol dire quello che sente
Resta senz’anima né parola,
Resta solo, completamente!

Ma se questo potesse raccontarle
Quel che non oso raccontarle,
Non dovrò più parlarle,
Perché le sto parlando…



Fernando Antonio Nogueira Pessoa nacque a Lisbona (Portogallo) il 13 giugno 1888 alle 3 e 20 del pomeriggio, al quarto piano del numero 4 di Plaza San Carlos; era il giorno di Sant’Antonio di Lisbona.
Dall’età di 5 anni cominciò a risvegliarsi in lui la passione per la lettura. Fu fortemente influenzato dalla madre, a cui piaceva scrivere, e dal padre, redattore di un quotidiano; ma anche influenzato dalla zia paterna María Xavier, che era poetessa. A quella stessa età, subì una grave perdita: suo padre morì di tubercolosi. Solo un anno dopo, morì anche il fratello Jorge. Tuttavia, lo stesso Pessoa riferiva di non aver sofferto troppo per questi lutti. Per alcuni anni della sua infanzia visse con la nonna paterna Dionisia, che soffriva di un disturbo mentale e che di conseguenza fu ricoverata in diversi manicomi portoghesi, come quello di Rihalfoles. Non è tuttavia nota la sua esatta diagnosi.

Nel 1895, la madre di Pessoa si risposò con il console del Portogallo a Durban. Per questo motivo la famiglia si trasferì in Sud Africa, dove Pessoa rimase per il resto della sua infanzia.
Successivamente tornarono in Portogallo e Pessoa decise di rimanere con la nonna. Si iscrisse a diversi corsi nell’ambito delle lettere, anche se in seguito li abbandonò tutti. Sei anni dopo, la nonna morì e in seguito a ciò Pessoa decise di fare della casa che aveva ereditato una tipografia.
È in questo periodo che inizia a scrivere, a comporre critiche letterarie e a tradurre per diverse riviste. Nel 1912 debutta come scrittore su Orpheu, rivista nata in risposta all’avanguardia internazionale e alla quale collaborarono diversi scrittori legati a Pessoa come: Sá Carneiro, Guilherme Santa Rita, Almada Negreiros e Álvaro de Campos.

A seguito dell’uscita del secondo numero della rivista, venne pubblicata una delle poesie più scandalose di Álvaro de Campos: il Saluto a Walt Whitman. Nel 1915 Sá Carneiro, intimo amico di Pessoa, si suicidò; questo episodio e l’apoplessia di María Madalena costituirono per Pessoa alcuni dei momenti peggiori della sua vita. Pessoa voleva continuare a lavorare sulla rivista e lanciare il numero successivo anche se, alla fine, non riuscì a farlo.
Un anno dopo, il poeta decise di affermarsi come astrologo; anche se può sembrare strano, era frequente che gli scrittori, oltre a pubblicare sui giornali, studiassero materie come l’astrologia. Quattro anni dopo, si innamorò di Ofelia Quiroz, un’impiegata d’affari a cui scrisse alcune poesie e lettere. Pessoa morì il 30 novembre 1935, a 47 anni, a causa di una colica epatica. Alcuni dei suoi eteronimi figurarono sulla sua tomba come segno della sua pluralità.



UE Feltrinelli