Poeti: Lawrence Ferlinghetti



Invecchiando percepisco
che la vita ha la coda in bocca
e gli altri poeti gli altri pittori
non significano più alcun genere di competizione
È il cielo a lanciare la sfida
il cielo ha bisogno di decifrare
anche se gli astronomi si sforzano di sentirlo
con le loro enormi orecchie elettriche
il cielo che ci sussurra costantemente
gli ultimi segreti dell’universo
il cielo che respira dentro e fuori
come fosse l’interno di una bocca
del cosmo
il cielo che è anche la sponda della terra
e anche quella del mare
il cielo con le sue molte voci e nessun dio
il cielo che racchiude un mare di suoni
e di echi che ci rimanda
come in un’onda contro la parete del mare
Poesie intere dizionari interi
arrotolati in un rombo di tuono
E ogni tramonto un action painting
e ogni nuvola un libro di ombre
attraverso le quali volano selvagge
le vocali degli uccelli che stanno per gridare
E il cielo è chiaro per il pescatore
anche se è coperto
Lo vede per quello che è:
uno specchio del mare sul punto di crollare su di lui
sulla barca di legno al cupo orizzonte
Dobbiamo pensarlo come poeta per sempre faccia a faccia con la vecchia realtà
dove gli uccelli non volano mai prima della tempesta
E lui sa quello che verrà giù
prima dell’alba
e lui è la sua migliore vedetta
ascoltando il suono dell’universo
e cantando le sue visioni
della terra dei vivi


O fragili poesie

O fragili poesie
fiori d’amore-notte

Rabbrividire di chitarre
sul Guadalquivir

Voci echeggiate
su terrazze assolate

Statue bianche all’imbocco dei ponti
E le braccia bianche delle strade

Balzo di cavalli bradi
che incidono la terra scalpitando

Treni di notte
dalle sirene maledette nascoste
nel libro del tempo

Sere autunnali sulla Third Avenue
la luce ocra che ora si spegne

Manichini nudi
sulle scale antiincendio di casamenti popolari

Neonati gettati
in bagni di lacrime

Risate come cristallo in frantumi
Coppe di champagne lanciate dentro i caminetti

Alba e gli amanti spossati
ancora da saziare

Tutte, tutte le poesie del sogno umano
ancora da liberare!

Non come Dante che scopre una commedia

Non come Dante
che scopre una commedia
su per le falde del regno dei cieli
io dipingerei un diverso Paradiso
in cui la gente sarebbe nuda
com' è sempre
in scene del genere
perchè vuol essere un ritratto delle anime
ma senza angeli apprensivi a dir loro
di come il regno dei cieli sia
il ritratto perfetto di una monarchia
e senza roghi che divampano
nelle fosse infernali giù di sotto
in cui può darsi che io abbia messo piede
e nemmeno altari nel firmamento se non fontane di fantasia.


Lawrence Ferlinghetti, ribelle della Beat Generation, se ne è andato all'età di 101 anni. Una vita formidabile che ha attraversato tutte le vicende del secondo Novecento e insieme un'esistenza fatta di mille avventure creative e artistiche. Poeta, pittore, autore radiofonico, traduttore, editore di quella che fu la controcultura, scoprì Jack Kerouac e pubblicò L’Urlo di Allen Ginsberg sfidando la censura e allargando il principio della libertà di espressione, temi tornati oggi di grande attualità. Libertario, anarchico, aveva vissuto in prima persona tante tragedie personali e quelle che la Storia riserva a ciascuno. Pure non aveva mai abbandonato lo sguardo curioso e gioioso del bambino, il fanciullino pascoliano tanto che il suo ultimo libro, pubblicato nel 2019 varcata la soglia del secolo di vita, si intitola Little Boy.
Chi era Lawrence Ferlinghetti

Nato a Yonkers, New York, il 24 marzo 1919 da padre italiano (originario di Chiari in provincia di Brescia) e madre di origini franco-portoghesi, Lawrence Ferlinghetti diventa presto orfano di padre e con la mamma ricoverata in un ospedale per disturbi mentali viene allevato dagli zii. Saranno gli studi ad ancorarlo nella tempesta di queste prime tragedie, a dargli l'appiglio: umanistici alla University of North Carolina dove si laurea poi un master alla Columbia University e, dopo la guerra, nel '51, un dottorato in francese alla Sorbona. Nel mezzo, l'arruolamento in Marina con la quale partecipa allo sbarco in Normandia, ma sarà poi la visita a Nagasaki devastata dalla bomba atomica a trasformarlo in un «paficista radicale». Accanto alla fervida attività creativa, non abbandonerà mai una militanza civile attenta ai temi della politica, della libertà individuale, dei drammi sociali e, nell'ultimo scorcio, dell'ecologia.
Lawrence Ferlinghetti, ribelle della Beat Generation, se ne è andato all'età di 101 anni. Una vita formidabile che ha attraversato tutte le vicende del secondo Novecento e insieme un'esistenza fatta di mille avventure creative e artistiche. Poeta, pittore, autore radiofonico, traduttore, editore di quella che fu la controcultura, scoprì Jack Kerouac e pubblicò L’Urlo di Allen Ginsberg sfidando la censura e allargando il principio della libertà di espressione, temi tornati oggi di grande attualità. Libertario, anarchico, aveva vissuto in prima persona tante tragedie personali e quelle che la Storia riserva a ciascuno. Pure non aveva mai abbandonato lo sguardo curioso e gioioso del bambino, il fanciullino pascoliano tanto che il suo ultimo libro, pubblicato nel 2019 varcata la soglia del secolo di vita, si intitola Little Boy.
Nato a Yonkers, New York, il 24 marzo 1919 da padre italiano (originario di Chiari in provincia di Brescia) e madre di origini franco-portoghesi, Lawrence Ferlinghetti diventa presto orfano di padre e con la mamma ricoverata in un ospedale per disturbi mentali viene allevato dagli zii. Saranno gli studi ad ancorarlo nella tempesta di queste prime tragedie, a dargli l'appiglio: umanistici alla University of North Carolina dove si laurea poi un master alla Columbia University e, dopo la guerra, nel '51, un dottorato in francese alla Sorbona. Nel mezzo, l'arruolamento in Marina con la quale partecipa allo sbarco in Normandia, ma sarà poi la visita a Nagasaki devastata dalla bomba atomica a trasformarlo in un «paficista radicale». Accanto alla fervida attività creativa, non abbandonerà mai una militanza civile attenta ai temi della politica, della libertà individuale, dei drammi sociali e, nell'ultimo scorcio, dell'ecologia.

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