ContrAppunti perVersi, Poeti Dacia Maraini

Foto: Dino Ignani

ContrAppunti perVersi è una pubblicazione Pellicanolibri, 1990

Una mattina felice
una mattina felice
la bocca amara
mi sveglio e non so
buttare giù i piedi
un passero caduto
in bocca al gatto
le penne fra i denti
uno zampettìo disperato
ma dove l'ha preso?
il gatto sorride
portandosi in giro la preda
ho le mani legate
i piedi di pietra
ma dove dove dove prenderò
le prove del misfatto
bisognerà uscire dal letto
slegarsi le mani
poggiare i piedi a terra
bisognerà salvare
l'uccelletto dall'uccellatore
ma sprofondo nel sonno
e sulle mie penne
sento i denti del gatto
che mi porta a spasso
per stanze e stanze vuote
stanze e stanze vuote
stanze e ancora stanze, stanze.

***

Cosa pensa lo specchio sul muro
Cosa pensa lo specchio sul muro?
cosa pensa il libro sullo scaffale?
cosa pensa il piatto nella mensola?
cosa pensa il mio vestito appeso al sole?
forse lo specchio sogna
che il libro parli e il libro sogna
che il piatto balli e il piatto
sogna che il mio vestito appeso al sole
racconti una lunga storia d’amore...


Ultimi deliri

Ultimi deliri
ultimi diluvi di una giovinezza
sparite leggerezze, occhi spezzati
come è fresca la giornata che nasce
vita mia che ti sfiorisci
senza saperlo e perdi ad una ad una
le voglie più stupide e gloriose
morire senza degenerare
sarebbe giusto e dolce
chiudere la bocca senza dire addio
allungarsi sul letto ed
essere già freddi e lontani
camminare via coi piedi
nelle scarpe di cartone
ma la dolcezza sbolle lentamente
si perde nei sentieri degli occhi
fa nidi sparsi fra i pensieri
le palpebre pesanti
si aprono ancora la mondo
e il gusto della vita
si insinua sotto la lingua.

Donne mie

Donne mie illudenti e illuse che frequentate le università liberali,
imparate latino, greco, storia, matematica, filosofia;
nessuno però vi insegna ad essere orgogliose, sicure, feroci, impavide.
A che vi serve la storia se vi insegna che il soggetto
unto e bisunto dall’olio di Dio è l’uomo
e la donna è l’oggetto passivo di tutti
i tempi? A che vi serve il latino e il greco
se poi piantate tutto in asso per andare
a servire quell’unico marito adorato
che ha bisogno di voi come di una mamma?
Donne mie impaurite di apparire poco
femminili, subendo le minacce ricattatorie
dei vostri uomini, donne che rifuggite
da ogni rivendicazione per fiacchezza
di cuore e stoltezza ereditaria e bontà
candida e onesta. Preferirei morire
piuttosto che chiedere a voce alta i vostri
diritti calpestati mille volte sotto le scarpe.
Donne mie che siete pigre, angosciate, impaurite,
sappiate che se volete diventare persone
e non oggetti, dovete fare subito una guerra
dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma
contro voi stesse che vi cavate gli occhi
con le dita per non vedere le ingiustizie
che vi fanno. Una guerra grandiosa contro chi
vi considera delle nemiche, delle rivali,
degli oggetti altrui; contro chi vi ingiuria
tutti i giorni senza neanche saperlo,
contro chi vi tradisce senza volerlo,
contro l’idolo donna che vi guarda seducente
da una cornice di rose sfatte ogni mattina
e vi fa mutilate e perse prima ancora di nascere,
scintillanti di collane, ma prive di braccia,
di gambe, di bocca, di cuore, possedendo per bagaglio
solo un amore teso, lungo, abbacinato e doveroso
(il dovere di amare ti fa odiare l’amore, lo so)
un’ amore senza scelte, istintivo e brutale.
Da questo amore appiccicoso e celeste dobbiamo uscire
donne mie, stringendoci fra noi per solidarietà
di intenti, libere infine di essere noi
intere, forti, sicure, donne senza paura.


Dacia Maraini, figlia dello scrittore e antropologo Fosco Maraini, e della pittrice Topazia Alliata, Dacia Maraini nasce a Fiesole il 13 novembre 1936. Per abbandonare l’Italia fascista il padre chiese di essere trasferito in Giappone, dove Dacia vivrà con la famiglia tra il 1938 e il 1947. Dal 1943 al 1946, la famiglia Maraini fu internata in un campo di concentramento, per essersi rifiutata di riconoscere ufficialmente il governo militare giapponese. Gli anni di sofferenze e privazioni verranno condensati successivamente dalla scrittrice nella sua raccolta di poesie Mangiami pure, del 1978.
In seguito Dacia Maraini si trasferisce con la famiglia prima a Bagheria, in Sicilia, e poi a Roma, cominciando a collaborare con riviste quali "Nuovi Argomenti" e il "Mondo". Nel 1962 esordisce con il romanzo La vacanza ma alla sua passione per la letteratura si affianca anche quella del teatro, fondando, insieme ad altri scrittori, il Teatro del Porcospino. Lei stessa, dalla seconda metà degli anni ‘60 scriverà molti testi teatrali, tra i quali, Maria Stuarda, Dialogo di una prostituta con un suo cliente e Stravaganza. Nel 1962 Moravia lascerà la moglie, la scrittrice Elsa Morante, per lei.
Nel 1970 dirige come regista il film "L'amore coniugale", con Tomas Milian, tratto dall'omonimo romanzo di Moravia.
Tre anni più tardi nel 1973 Dacia Maraini fonda il Teatro della Maddalena, un teatro gestito da sole donne e dove cinque anni dopo metterà in scena "Dialogo di una prostituta con un suo cliente, che avrà un grande successo anche fuori dall’Italia.
Scrittrice prolifica, pubblica numerosi romanzi di grande successo, tra cui, il più importante sarà La lunga vita di Marianna Ucrìa, che si rivelerà un successo di pubblico e di critica: tradotto in diciotto paesi, le permetterà di vincere il prestigioso premio Campiello nel 1990 e il premio Libro dell’anno. Da ricordare anche Donna in guerra, Isolina e Voci. In ricordo della sua amicizia con Pier Paolo Pasolini pubblicherà in occasione del centenario dalla nascita Caro Pier Paolo.
All’attività di scrittrice e sceneggiatrice si affianca anche quella di poetessa: la prima raccolta di versi è Crudeltà all'aria aperta, del 1966, cui seguiranno Donne mie, Mangiami pure, Dimenticato di dimenticare, Viaggiando con passo di volpe e Se amando troppo.
Le donne, vittime di una società che le violenta fisicamente e psicologicamente, sono una delle tematiche più care dell'autrice. Questo è particolarmente visibile in due delle opere più importanti di dacia Maraini: La ragazza di via Maqueda e La lunga vita di Marianna Ucria.

https://it.wikipedia.org/wiki/Dacia_Maraini
UE Feltrinelli