Foto: Dino Ignani
il vento la faceva da padrone
sbatacchiava la porta e le tue cosce
usciva a fiotti a sbuffi a gorgoglìi
da tutte le fessure del tuo corpo
la tua pelle era elastico vibrante
braccia bretelle cinghie bradisismi
brividi muti e barbarismi acuti
forcine colorate sul lenzuolo
e la tua chioma sparsa in un cassetto
si sbriciolava il volto tuo nel gesto
di un pittore cubista alla deriva.
Era una notte amara ed il tuo miele
suggevo a grandi labbra abbarbicato
latte melassa stille di sudore
bollicine di schiuma sulla bocca
remi e polene che danzano in coperta
giù nella stiva la mia fame all'erta.
Era una notte amara e l'asfodelo
piangeva dentro un vaso di cristallo
un angelo dal manto tutto nero
passava sul mio cielo.
Era una notte amara e senza gusto
il morale era a terra tutto guasto
quarto inferiore destro ed è finito
nel secchio delle mie contraddizioni.
Versi lunari di un vate errante
(lipogramma in O)
Nelle tenebre la luna
pallida amica degli amanti
illumina tra i cespugli
languidi abbracci e palpiti.
Si specchia nei laghetti
e petali di luce
riversa lentamente
su teneri cuscini d'erba.
Che fai tu, luna, in ciel?
Vergine luna, dimmi,
intatta luna, che fai?
Le labbra tue atteggiate
a misura di meraviglia,
le ali di una parentesi
a chiudere il nulla,
cantan, candida luna,
la magnificenza che in te s’aduna.
Mondo cane
(acrostico)
Mondo senza collare, mondo immondo,
Ossimoro, che mostri sullo sfondo
Nell'immobile luce siderale,
Densi bagliori di danno ambientale.
Orbe le tue pupille il finimondo
Contemplano distratte dai richiami
Allettanti di questi tempi grami:
Non perseguire le alchimie mondane
E l’uom ti sia fedele come un cane.
Giorgio Weiss, autore e ricercatore di testi di letteratura giocosa non ha mai pubblicato le sue poesie, perché la poesia la viveva ogni giorno. Si definiva “ Pubblicista, pittore, anagrammista e soprattutto poeta , con versi che rifuggono da lirismi e intime motivazioni, dando spazio a forme di gioco linguistico e temi erotici”
Nel sito http://www.giorgioweiss.it è possibile leggere quanto ha fatto per la diffusione della poesia, del teatro e dell’arte ; dalle trasmissioni televisive degli anni ’80 nelle quali si sfidarono, in due gare, i più grandi poeti italiani, sino al periodo finale della sua vita dedicata al concorso internazionale di haiku di Capoliveri all’Isola d’Elba.
Ogni luogo per lui era adatto a far poesia. Lo voglio ricordare con l’ultima poesia che lesse nel mio ufficio l’ultima volta che lo vidi. L’aveva scritta su un foglietto che poi ripiegò e si mise in tasca.
