Poeti: Iolanda Insana

foto: Dino Ignani

anima mia
non potendoti affagianare a piacimento
perocché sei pelle e pece mia
vado anfanando a perdifiato
scannaparole e gabbalessemi annacquo il vino della vite
e mai vado in cimbali e mi sconfondo nella dozzina
ma tu abbaia-abbaia
finché non ho finito di affinare questa vita


***

pupara sono
e faccio teatrino con due soli pup
lei e lei
lei si chiama vita
e lei si chiama morte
la prima lei percosìdire ha i coglioni
la seconda è una fessicella
e quando avviene che compenetrazione succede
la vita muore addirittura di piacere

Erinni

Erinni, Erinni siamo. Sfiguranti.
figlie oscure della notte
siamo noi le Erinni nerovestite
con gli occhi impiastricciati.

Spogliate dei candidi pepli
siamo noi le Erinni maleodoranti,
vecchie bambine raggrinzite
ornate e cinte di serpenti,
attaccate alle costole del matricida.
Oh non ronfiamo, non dormiamo, noi.

Iolanda Insana, si trasferì con la famiglia a Monforte San Giorgio nel 1941 per sfuggire alle macerie in cui riversava la città dello Stretto a causa dei bombardamenti della guerra, tema che ritroviamo nelle sue opere.
Sin dalla giovane età, la poetessa ha mostrato uno spiccato interesse per il corpo della parola, attraverso la scoperta di vocaboli meno utilizzati e la ricerca di parole nuove. Questa passione l’ha condotta a intraprendere gli studi in filologia classica, continuati anche la dopo la laurea conseguita nel 1960 presso l’Università di Messina, con una tesi su un testo in dialetto dorico (IV-V secolo a. C.).


UE Feltrinelli