
Spleen
Quando, come un coperchio, il cielo basso e greve
schiaccia l’anima che geme nel suo tedio infinito,
e in un unico cerchio stringendo l’orizzonte
fa del giorno una tristezza più nera della notte;
quando la terra si muta in umida cella segreta
dove, timido pipistrello, la Speranza
sbatte le ali contro i muri e batte con la testa
nel soffitto marcito;
quando le strisce immense della pioggia
sembrano le inferriate d’una vasta prigione
e muto, ripugnante un popolo di ragni
dentro i nostri cervelli dispone le sue reti,
furiose a un tratto esplodono campane
e un urlo tremendo lanciano verso il cielo,
così simile al gemere ostinato
di anime senza pace, né dimora.
– Senza tamburi, senza musica, sfilano funerali
a lungo, lentamente, nel mio cuore: la Speranza,
Vinta, piange, e l’Angoscia atroce, dispotica,
pianta, nel mio cranio riverso, il suo vessillo nero.
L’amore è una rosa
L’amore è una rosa,
ogni petalo un’illusione,
ogni spina una realtà.
Il morto allegro
In una terra grassa e piena di lumache
voglio scavare io stesso una fossa profonda
dove a mio agio stendere le mie vecchie ossa
e nell’oblio dormire come nell’onda lo squalo.
Odio qualunque tomba e odio i testamenti;
piuttosto che implorare una lacrima dal mondo
preferirei da vivo invitare i corvi allo scempio
d’ogni brandello della mia carcassa immonda.
o vermi, neri compagni senza orecchi e senz’occhi
vedete a voi venire un morto libero e contento;
figli della putredine, filosofi gaudenti
per la mia distruzione passate senza rimorsi
e ditemi se esiste qualche altro tormento
per un vecchio corpo senz’anima, morto tra i morti!
Del rapporto con la mamma, infatti, rimangono le intense testimonianze epistolari, in cui lo si vede sempre nella costante richiesta di amore e aiuto da parte della madre. Quell’amore che Baudelaire pensa non essere mai ricambiato, quantomeno rispetto all’intensità della sua necessità dell’affetto materno come figlio. Nel 1833 Charles, per volontà del patrigno, frequenta il Collège Royal. Le voci sulla vita dissennata e la reputazione di scavezzacollo che Baudelaire si guadagna presto, però, non tardano ad arrivare alle orecchie del patrigno che, per tutta risposta, obbliga Baudelaire a salire a bordo del Paquebot des Mers du Sud, nave diretta nelle Indie.
Questo viaggio sarà fondamentale nella cultura del poeta. In questo periodo, egli conosce altri mondi, culture diverse e molto lontane dalla decadenza mondana e culturale che l’Europa stava sperimentando in quel periodo storico. Conoscendo tante persone diverse e stando a contatto col mondo, è proprio in questo momento che Baudelaire sviluppa la sua intensa passione per l’esotismo, la stessa che trapelerà in maniera prepotente dalle pagine della sua più celebre opera, I Fiori del male. Dopo soli dieci mesi sulla nave, Charles interrompe il viaggio per tornare a Parigi dove, diventato maggiorenne, può entrare in possesso dell’eredità paterna e vivere liberamente per un po’ di tempo. Nel 1842 Baudelaire conosce il grande poeta Gerard de Nerval ed è in questi anni che si avvicina a Gautier, affezzionandosi a lui in maniera quasi morbosa. La totale simbiosi tra i due porterà Baudelaire a prendere Gautier come guida sia morale che artistica.
Per quanto riguarda l’amore, la donna della vita di Charles Baudelaire è Jeanne Duval. Con lei il poeta intrattiene un’appassionata, intensa e duratura relazione d’amore, contrariamente a ciò che accadeva ai poeti a quei tempi. Il rapporto è solido e dura a lungo e Baudelaire ne trae linfa vitale; Jeanne non è solo amante, ma anche musa ispiratrice delle sue opere non solo in senso erotico e passionale ma anche per quanto riguarda quell’impronta intensamente umana che traspare dalle poesie di Baudelaire. Con il passare degli anni Jeanne starà molto vicina a Charles anche quando, con la vecchiaia, il poeta sarà colpito da paralisi. Mentre, Baudelaire conduce una vita dissennata e molto dispendiosa nella bella Parigi, arrivando a sperperare metà del patrimonio lasciatogli dal padre in pochissimo tempo. Preoccupata per questo, la mamma - sotto consiglio del patrigno - assume un curatore a cui affidare il compito di gestire con maggior oculatezza il resto dell’eredità del figlio. A partire da quel momento Baudelaire dovrà chiedere soldi al curatore del suo patrimonio per qualsiasi spesa.
Tornando a parlare di letteratura, risale al 1845 l’esordio come poeta con la pubblicazione di "A una signora creola". Per vivere, Charles si vede costretto a collaborare con una serie di riviste e di giornali scrivendo articoli e saggi, poi raccolti in due opere postume, "L’Arte romantica" e "Curiosità estetiche".
Intanto Baudelaire è molto depresso, sconvolto nella mente, e nel 1861 tenta il suicidio. Dopo non esserci riuscito, nel 1864 di farsi ammettere all’Acadèmie francaise, il poeta si reca a Bruxelles, ma nemmeno qui riesce a trovare quiete nel suo rapporto con la società borghese. Baudelaire è malato e cerca in alcol, hashish e oppio il sollievo ai dolori dovuti alla sua patologia. Nel 1867, però, a soli 44 anni, un ictus porrà fine all’esistenza del grande autore. Proprio all’esperienza del fuggire dalla realtà in modi estremi è dedicato "Paradisi artificiali", edito in quell’anno. Baudelaire è stato sepolto, con la madre e l’odiato patrigno, nel cimitero di Montparnasse. Risale al 1949 la riabilitazione della sua opera e delle sue memoria da parte della Corte di Cassazione francese.
https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Baudelaire
UE Feltrinelli