una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.
Un amore felice
Un amore felice. È normale?
è serio? è utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?
Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò offende i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.
Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!
È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?
Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.
Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.
Prospettiva
Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.
Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.
D’altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.
Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall’alto
Sbaglia più facilmente.
Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.
E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.
Wislawa Szymborska è nata a Kòmik, in Polonia, nel 1923. Wislawa Szymborska, considerata la più importante poetessa polacca.
Durante l'occupazione nazista si è trasferita con la famiglia a Cracovia, dove ha frequentato il liceo. Dopo gli studi universitari in letteratura e sociologia ha lavorato
come redattrice di una rivisto letteraria. Ha pubblicato nove raccolte di poesie e, nel 1996, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue opere tradotte in italiano: Gente sul ponte, La fine e l'inizia, Vista con granello di sabbia.
come redattrice di una rivisto letteraria. Ha pubblicato nove raccolte di poesie e, nel 1996, ha ricevuto il premio Nobel per la letteratura. Tra le sue opere tradotte in italiano: Gente sul ponte, La fine e l'inizia, Vista con granello di sabbia.
Premio Nobel per la Letteratura 1996: "Per la capacità poetica che con ironica precisione permette al contesto storico e ambientale di venire alla luce in frammenti di umana realtà ". 1954 Premio per la letteratura Città di Cracovia, 1963 Premio Ministero della Cultura Polonia, 1991 Premio Goethe, 1995 Laurea ad honorem dell'Università di Poznan Adam Mickiewicz, 1995 Premio Herder, 1996 Premio "PEN/Book-of-the-Month Club Translation Prize" con "View With a Grain of Sand" (Harcourt Brace).
UE Feltrinelli
